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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1391
POZZALLO - 11/02/2009
Attualità - Pozzallo: sarà realizzato un braccio di oltre 150 metri

Tracciato a Palermo il futuro
del porto di Pozzallo

E poi messa in sicurezza e dragaggio di porto grande e piccolo. Fondi persi per la struttura: "picconate" tra Mpa e Pd
Foto CorrierediRagusa.it

Tracciato a Palermo il futuro del porto di Pozzallo (nella foto). La realizzazione di un nuovo «pennello a mare» (un braccio di oltre 150 metri che terrà lontano sabbia e mareggiate dal porto piccolo e che sarà costruito in prossimità del castello «Di Martino» ), la messa in sicurezza, il dragaggio del porto grande e del porto piccolo, la pubblica illuminazione della struttura portuale, le problematiche degli operatori portuali ma, soprattutto, l’attuazione dei programmi di sviluppo per il porto grazie ai fondi strutturali europei 2007-2013.

Questi, in sintesi, sono stati gli argomenti affrontati, a Palermo, dall’assessore regionale Territorio ed Ambiente, Pippo Sorbello, alla presenza degli onorevoli all’Ars, Riccardo Minardo (Mpa) e Roberto Ammatuna (Pd), assieme al sindaco autonomista di Pozzallo, Peppe Sulsenti, il consigliere provinciale Mpa, Pietro Barrera, il comandante della capitaneria di Porto, Antonio Donato, il capo di gabinetto dell’assessorato regionale Territorio ed Ambiente, Giovanni Arnone, ed il capo dipartimento Lavori Pubblici, Fulvio Bellomo, al fine di consegnare al territorio ibleo una struttura che possa, dopo anni di traversie, garantire un fatturato positivo alle ditte che vi operano e l’ampliamento dell’offerta grazie all’arrivo di nuovi operatori portuali.

È stato il sindaco di Pozzallo, Sulsenti, ad illustrare tre progetti per l’infrastruttura iblea: dragaggio del porto grande, dragaggio del porto piccolo e pubblica illuminazione e progetto di messa in sicurezza, dichiarando che "queste sono urgenze – ha detto il primo cittadino di Pozzallo – che devono essere realizzate in tempi brevi, prima di risolvere altri problemi ben più gravosi come la messa in sicurezza. Indubbiamente, sarebbe un primo segnale della politica siciliana, targata Mpa, che tende verso la risoluzione dei problemi, e non a crearli".

È stata, poi, la volta del deputato all’Ars per il Pd, Roberto Ammatuna, il quale ha ribadito la necessità del cambiamento dell’attuale allocazione del porto di Pozzallo all’interno dei sistemi portuali regionali. Ammatuna ha rafforzato l’idea che Pozzallo debba essere collocato all’interno del sistema della Sicilia orientale e non nell’attuale improbabile allocazione.

Capitolo «stazione appaltante» per il comune di Pozzallo. I presenti hanno concordato una data provvisoria che dovrà dare all’ente comunale pieni poteri per la gestione del porto, individuando nel mese fra giugno o luglio 2009, il periodo di «start-up» dell’operazione.

Gli animi, poi, si sono riscaldati quando si è parlato dei fondi persi dalla precendente amministrazione Ammatuna. Durante il pomeriggio, Partito Democratico e Movimento per l’Autonomia non hanno lesinato reciprocamente battute al vetriolo. "Dopo poco meno di due anni – è scritto in una nota a firma Pd - l’amministrazione comunale ha prodotto semplicemente pochi schizzi, un lavoro che poteva essere concluso in un arco di tempo molto più breve. La cosa grave però è che è stato detto a chiare lettere che la progettazione sarà affidata al Genio Civile Opere Marittime di Palermo, lo stesso ente che ha già fatto perdere al porto di Pozzallo un finanziamento di 15 milioni di euro. Se il Genio Civile – continua la nota - non sarà in grado di adempiere agli impegni, si rischia di perdere anche questa importante occasione". A tal proposito, Ammatuna ha annunciato che a breve riconvocherà la IV Commissione sull’argomento proprio per verificare l’evolversi delle procedure.

Piccata, altresì, è stata la replica del consigliere provinciale, Pietro Barrera, il quale ha dichiarato: "Sorrido amaro – rileva Barrera – quando ascolto queste cose. Ad onor del vero, potremmo discuterne per anni, ma la realtà dei fatti sta nel verbale che ha formalizzato il dirigente Fulvio Bellomo, sotto gli occhi del comandante Antonio Donato, dove si evince che ci sono stati dei ritardi colpevoli che hanno fatto perdere molti milioni di euro con la mancata presentazione del progetto esecutivo al 31 dicembre 2004, quando la Margherita stava al potere, non certo l’Mpa".