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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 599
POZZALLO - 31/10/2008
Attualità - Pozzallo - I 47 operatori ecologici di nuovo al lavoro

Sciopero finito per i netturbini, la città torna a respirare

La pulizia straordinaria in nottata. Pattume già sparito Foto Corrierediragusa.it

Pozzallo si è svegliata questa mattina senza l’immondizia che, nei giorni scorsi, i 47 operatori ecologici che operano a Pozzallo si sono rifiutati di raccogliere lungo le strade del centro rivierasco. Un intervento capillare, nel corso della nottata, difatti, è servito per ripulire la città che, senza il buonsenso dei netturbini, sarebbe stata invasa da cumuli di immondizia per l’intero ponte dei Santi.

Eppure la giornata di ieri non era iniziata sotto i migliori auspici. Sciopero ad oltranza, difatti, era la parola d’ordine che serpeggiava fra i dipendenti della ditta Busso che, anche ieri mattina, senza fatti concreti, hanno prolungato lo stato di agitazione che, da due giorni, ha lasciato i cassonetti stracolmi di rifiuti. L’atto di diffida da parte del sindaco e la successiva notizia che l’ufficio ragioneria del comune aveva stanziato altri soldi, hanno fatto cambiare idea agli operatori, facendo tirare un sospiro di sollievo ai cittadini, stanchi di dover sopportare il nauseabondo odore che proviene dai contenitori per l’immondizia.

L’ago della bilancia dell’intera situazione, fra l’amministrazione e i 47 operatori ecologici, è stato Sebastiano Busso, titolare della ditta appaltatrice per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, a Pozzallo.

"Avevamo concordato col Prefetto, lo scorso 27 settembre – dichiara Sebastiano Busso – l’intera trimestralità di 460 mila euro quando, qualche giorno dopo, il comune di Pozzallo faceva pervenire nelle mie mani un assegno di «soli» 150 mila euro. E’ chiaro che venivano a mancare i presupposti per andare a pagare i dipendenti di Pozzallo. Oggi vengo a conoscenza che, oltre ai 150 mila, è stato accreditato presso la nostra ditta un altro assegno di 130 mila. Non è, in definitiva, l’importo sperato – conclude Busso - ma è sempre qualcosa in più rispetto a quanto dato prima".