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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1592
POZZALLO - 03/10/2008
Attualità - Pozzallo - Il sindaco si appella al premier Berlusconi

Pozzallo: anche Sulsenti chiede soldi

"Non vi possono essere disparità di trattamento economico" Foto Corrierediragusa.it

Pozzallo come Modica. Anche il sindaco del centro marittimo Peppe Sulsenti (nella foto) chiede al governo Berlusconi, tramite lettera aperta, che si prendano seri provvedimenti per risolvere l’annosa e problematica questione dei debiti pregressi dal Comune, così come ha fatto il primo cittadino della città della Contea, Antonello Buscema.

Sulsenti si appella ai finanziamenti che il governo centrale ha anticipato, recentemente, per il comune di Catania, aggiungendo che non vi possono essere delle disparità di trattamento economico fra l’ente etneo e gli altri comuni, le cui casse comunali si trovano, allo stato attuale, in dissesto. Secondo quanto riferito da Sulsenti, il comune di Pozzallo ha un ammanco di oltre otto milioni di euro.

"Poiché non è possibile – scrive Sulsenti - che i cittadini non siano tutti eguali, che esistano cittadini di serie A ed altri di serie C, che ci siano comuni privilegiati ed altri no, parte da Pozzallo la richiesta urgente a tutte le forze politiche ed ai parlamentari siciliani per interventi decisi, radicali, che facciano giustizia di una situazione di disamministrazione passata che costituisce una remora democratica al normale svolgimento del proprio mandato politico ed istituzionale di molti sindaci dei comuni siciliani".

L’invito di Sulsenti verso tutti gli altri sindaci che soffrono della grave situazione di cassa è quello di unirsi per "fare fronte – scrive ancora Sulsenti - affinché la felice soluzione per Catania sia adeguatamente e proporzionalmente allargata a tutti gli enti comunali in analoga situazione di esposizione debitoria che pone in forse i servizi essenziali come la raccolta della spazzatura, i servizi sociali, gli stipendi dei dipendenti. Solo un’azione comune tra tutti eviterà che in ogni piccolo e medio comune della Sicilia – chiude Sulsenti - si verifichi, in piccolo, una nuova Campania".