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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 571
POZZALLO - 13/05/2016
Attualità - Il presidente della camera ha toccato l’argomento immigrazione

Laura Boldrini a Pozzallo per Sabir

"Anche l’Europa deve fare la sua parte": una frase già sentita troppe volte Foto Corrierediragusa.it

Il Festival Sabir si interroga sull’immigrazione, sulla gestione dell’emergenza e sulla comunicazione del fenomeno. Temi attuali proprio nel giorno in cui verso la Sicilia si dirige una nave con mille migranti, probabile anticipatrice di nuovi ingenti flussi estivi anche causati dalla crisi diplomatica con l’Egitto per il caso Regeni. Laura Boldrini, presidente della Camera, si è tenuta lontana da questo tema, ma ha ribadito a Pozzallo, città che insieme ad Augusta e Trapani gestisce l’hotspot, che la cultura dell’accoglienza non può essere solo siciliana e italiana ma di respiro europeo. «L’Europa - ha detto la presidente Boldrini — faccia la sua parte, altrimenti si mettano in atto meccanismi di condizionalità come penalità economiche o negando l’accesso ai fondi europei. Oggi l’Europa appare su questo problema come una macchina d’epoca che non riesce a rinnovarsi e mettersi in moto in modo conveniente. L’Unione è spaccata ma bisogna fare di tutto per far vivere i principi di solidarietà e convivenza nei confronti di chi scappa per bombardamenti, tagliatori di gole, stupri. Questa è gente che non ha niente da perdere e dobbiamo agire su due fronti. Risolvere il problema alla base e migliorare il sistema facendo i conti con i richiedenti asilo».

Laura Boldrini, accompagnata dal prefetto Maria Carmela Librizzi e dal sindaco Luigi Ammatuna, ha avuto una giornata intensa visitando prima le mostre allestite nell’ambito del festival euromediterraneo Sabir (foto), che per tre giorni si svolge a Pozzallo in un tripudio di colori e suoni multiculturali, parlando in forma strettamente privata con due egiziani, stringendo mani e portando il suo sorriso. Poi l’incontro con i giovani studenti dell’istituto comprensivo Amore, dove ha risposto alle domande dei giovanissimi alunni ai quali ha raccomandato di crescere senza paura nella cultura dell’accoglienza. Il festival è stato anche occasione di confronto e di incontro perché a Pozzallo si sono dati appuntamento i sindaci delle città che sono in prima linea con la gestione dei migranti. Riace, Ventimiglia, Lampedusa, sono le città accomunate dal fenomeno che a turno hanno vissuto momenti tragici ma anche esaltanti grazie alla disponibilità dei propri abitanti.

Dice il sindaco della cittadina marinara iblea Luigi Ammatuna: «Pozzallo è la città della pace, di Giorgio La Pira, abbiamo accolto ma chiediamo sostegno perché ne abbiamo bisogno». Nell’ambito di Sabir anche l’incontro tra gli addetti alla comunicazione per capire meglio come e cosa veicolare verso l’opinione pubblica. Il convegno ha posto anche il problema hotspot, dove il Ministero degli Interni non concede accesso per accordi sottoscritti con l’Europa, se non dopo (forse) una lunga trafila di autorizzazioni: un vulnus che, secondo alcuni relatori, «Non favorisce la verità su un fenomeno sempre più ampio, la trasparenza e quindi l’informazione».