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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1278
POZZALLO - 27/08/2008
Attualità - Pozzallo - Dal prossimo autunno il monumento sarà restaurato

Pozzallo: Torre Cabrera si rifà il look

Dopo oltre mezzo secolo grazie alla soprintendente Vera Greco Foto Corrierediragusa.it

La Torre Cabrera (nella foto), 579 anni dopo, si rifà il look alle facciate. Dopo i lavori degli anni passati di consolidamento delle fondamenta, nulla, purtroppo, è stato fatto per dare lustro e decoro alla parte esteriore dell’antico caricatore. Lo spettacolo, purtroppo, non è il classico biglietto da visita che si offre ai turisti: rampicanti di diversi metri, infatti, fanno capolino alla visione di ignari turisti che fotografano il «caricatore alle erbe», così come è stato battezzato da qualche turista che, in maniera sardonica, ha canzonato il vecchio edificio.

In effetti, una scerbatura, seppur minima, ai lati, è necessaria. Gli stessi rampicanti, ad occhio nudo, si possono vedere anche dall’attigua spiaggia di Pietrenere. Per far fronte, tuttavia, all’annosa questione, si sta mobilitando la soprintendenza ai beni culturali della provincia di Ragusa, nella persona della dott. Vera Greco, la quale ha promesso degli interventi, in autunno, per ripulire le facciate dalle fastidiose erbacce. Un intervento, a detta della stessa Greco, che comporterà una spesa contenuta per le casse regionali e che fa ben sperare anche sui tempi, si spera celeri, al fine di ottenere i fondi atti all’avviamento dei lavori.

Ma le notizie che trapelano da palazzo La Pira confortano quanti indicano la Torre Cabrera quale attrattiva di spicco del panorama turistico ibleo. Sarà, difatti, un ulteriore fondo regionale, in previsione per gli inizi del 2009, a completare i lavori di restauro del vecchio caricatore. Fra i diversi interventi da definire, la riqualificazione del «terrazzino» del primo piano, ove anticamente erano sistemati i cannoni, una scalinata per accedere al terrazzo, in cima alla torre e il riposizionamento degli antichi cannoni, a baluardo, secoli fa, del grano che veniva stipato all’interno della torre.