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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 1236
POZZALLO - 22/08/2008
Attualità - Pozzallo - Uno snowboard al posto della tavola da surf

Pozzallo: tutti pazzi per il katesurf

I bagnanti gradiscono poco per il mancato rispetto delle regole Foto Corrierediragusa.it

I piedi sulla tavola: uno snowboard al posto della tradizionale tavola da surf. Le mani aggrappate alla barra: quella dei comandi del grande aquilone che ha soppiantato la vela. Ecco il katesurf, la nuova disciplina sportiva che impazza sul litorale del Secondo Scivolo, a pochi chilometri dalla città di Pozzallo.

Gli unici, però, a non gradire sono i villeggianti e i turisti che stanno trascorrendo, in questi giorni, serene vacanze sul litorale ibleo. La diatriba sta tutta nel poco buonsenso adottato da alcuni surfisti, i quali non si curano di «surfare» entro il «canale di lancio», ovvero lo spazio a loro assegnato dalla capitaneria di Pozzallo. Pare che, nei giorni scorsi, si sia arrivati pure alle mani, fra turisti e katesurfisti, a causa di qualche aquilone, abbastanza pesante, finito addosso, inavvertitamente, sulle spalle di una bambina, la cui sola colpa era di giocare indisturbata sulla battigia.

"Abbiamo regolare permesso di «surfare» ? si giustifica un’atleta ? con tanto di bollo della capitaneria di porto di Pozzallo. Se qualcuno ha dei problemi, non è affar nostro. I turisti si possono spostare, la spiaggia è lunghissima". Ad onor del vero, dopo un rapido sopralluogo, abbiamo visto qualche inosservanza delle regole, come, ad esempio, le boe, obbligatorie per «marcare» il territorio ove poter praticare lo sport acquatico: su una ventina previste, ne abbiamo contate solo quattro. Le altre pare siano andate perse fra i flutti del mare.

Dall’altro lato, le proteste dei bagnanti, i quali, assicurano, non vogliono scatenare delle liti con i katesurfisti, ma auspicano che si possa avere più riguardo per coloro che fanno il bagno nella zona attigua. La capitaneria, dal canto suo, fa il suo dovere: da un lato non può vietare, a quanti si muniscono di snowbord, di praticare la disciplina, viste anche le licenze rilasciate proprio dalla Guardia Costiera, dall’altro riceve, quasi quotidianamente, le telefonate di protesta di molti turisti, desiderosi di trascorrere le proprie vacanze in santa pace. Una volta arrivati sul posto, però, i militari non possono fare altro, riscontrata la violazione, che bacchettare verbalmente quanti praticano il katesurf. Multe? Nessuna.

E pare che qualcuno si stia talmente arrabbiando da voler mettere, sulla spiaggia, un tavolo per la raccolta di firme contro questa disciplina al Secondo Scivolo. Obiettivo sarà quello di bandire definitivamente il katesurf dalla spiaggia pozzallese.