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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 180
POZZALLO - 20/08/2008
Attualità - Pozzallo - I bimbi ci vanno a giocare nonostante i rischi

Pozzallo: pericoloso lo stabile Giuffrida

I residenti invocano una soluzione per evitare possibili tragedie Foto Corrierediragusa.it

Il vecchio stabile Giuffrida (nella foto) ritorna a far parlare di se. Stavolta a preoccupare i vicini dell’ex fabbrica non sono i rifiuti speciali, i ratti che la vivono e il panorama desolante con cui quotidianamente convivono, ma la scoperta che alcuni bambini la scelgano come punto d’incontro per pericolosi giochi.

Pare, infatti, che alcuni giovani siano stati visti entrare dagli abitanti della zona nel vecchio stabile per giocarvi, sprezzanti di un pericolo che solo l’incoscienza dei più piccoli insieme alla non curanza degli adulti riescono ad ignorare.

Nato agli inizi del ventesimo secolo e specializzata nella produzione di alcool distillato dalle carrube, in quegli anni lo stabile ebbe il merito di alimentare un discreto movimento commerciale e di assicurare posti di lavoro, in un periodo dove la crisi fra le due guerre portò un vistoso aumento della disoccupazione anche nella nostra cittadina.

Gli anni che seguirono la seconda guerra mondiale ne segnarono il definitivo tramonto. Ciò che oggi rimane è un vasto spazio abbandonato a se stesso che bene si presta, a quanto pare, a divenire meta prescelta di pericolosi giochi. Inoltre, se negli anni della sua attività, la comunità pozzallese era meno numerosa e lo stabile sorgeva in una zona periferica, oggi la realtà è profondamente diversa, raggiungibile con ogni mezzo è oggi circondata da nuove abitazioni.

Entrarvi è un «gioco da ragazzi» visto che l’ingresso principale è aperto non ponendo neanche i giovani «avventurosi»dinnanzi alle difficoltà del caso. Un gioco pericoloso, viste le profonde vasche al suo interno e i rottami di una struttura lasciata in balia di se stessa che tanto tragicamente assomiglia alla «casa delle 100 stanze»in cui i fratellini di Puglia persero la vita giocando sotto gli occhi di adulti che per la loro scomparsa girarono il mondo senza guardare proprio li dove i piccoli giocavano di consueto. Una fine tragica la loro, per cui ancora oggi si indaga nella drammatica esigenza di individuare le responsabilità.

Un’ allarme da non sottovalutare che richiede un tempestivo intervento da parte di chi può e deve intervenire per evitare che la cronaca si ripeta.