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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 699
POZZALLO - 05/01/2016
Attualità - L’associazione commercianti si è affidata ad un legale

Atti di riscossione per tassa rifiuti: impugnativa Ascom

Numerosi i vizi evidenziati nelle notifiche Foto Corrierediragusa.it

La sezione Ascom di Pozzallo ha attivato le procedure legali per impugnare gli atti di riscossione riferiti agli avvisi di pagamento della tassa rifiuti 2014 emessi dal Comune. I commercianti e i cittadini si erano difatti visti recapitare, con qualche settimana di anticipo rispetto al Natale, una inaspettata sorpresa: avvisi con importi in misura superiore talora di dieci volte rispetto a quanto richiesto dallo stesso comune per l’anno 2013. Il problema è che a fronte dei tentativi della cittadinanza di ottenere i dovuti chiarimenti dai competenti uffici comunali, la risposta pare sia stata sempre la stessa: si deve pagare. A questo punto, ai malcapitati destinatari delle esose richieste di pagamento non è rimasto altro da fare se non rivolgersi al competente giudice tributario. In particolare, l’Ascom di Pozzallo, associazione alla quale aderisce la gran parte degli imprenditori pozzallesi, ha deciso di incaricare un difensore di fiducia, l’avvocato Luisa D’Urso, per impugnare gli atti di riscossione. Sono stati già depositati al’ufficio protocollo del comune di Pozzallo e di Riscossione Sicilia Spa numerosi ricorsi (ed altri sono in corso di notifica), con i quali sono stati denunziati vizi sia dell’atto di approvazione della Tari, sia delle cartelle di pagamento da ultimo emesse.

Le cartelle di pagamento inoltre non contengono indicazioni utili al fine di consentire al contribuente di conoscere in quale delle categorie previste dalla normativa è stato inserito l’immobile occupato, con conseguente possibilità di errori nella classificazione, difficilmente rilevabili. Queste solo alcune delle numerose censure mosse con le impugnazioni. Nei prossimi giorni i ricorsi saranno depositati alla commissione tributaria provinciale di Ragusa da cui si attendono a breve le prime pronunce sulle domande di sospensione proposte per i casi che hanno fatto registrare le anomalie più eclatanti. Il prelievo richiesto annienterebbe il reddito familiare o l’utile di impresa del commerciante, il quale, per di più, non è stato nemmeno posto in condizione di conoscere preventivamente il notevole esborso a cui sarebbe stato costretto, dato che le tariffe 2014 sono state approvate solo a novembre dello stesso anno.