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POZZALLO - 13/08/2015
Attualità - Nonostante la commissione ambiente dell’Ars abbia vietato nuove perforazioni

Regione: permessi a trivellare da Pozzallo a Marzamemi

Nuovo allarme lanciato da Greenpeace Italia Foto Corrierediragusa.it

Non si prevedono impatti significativi sugli habitat delle zone interessate. Con questa motivazione, la Regione Siciliana sarebbe in procinto di rilasciare le autorizzazioni per trivellare la costa iblea, in un tratto che va da Pozzallo fino a Marzamemi, nel Siracusano. Una beffa per il territorio, così come più volte ribadito negli ultimi cinque anni dalle tante associazioni ambientaliste che lottano per fermare i colossi del greggio. Al casello di chi dice «no» alle trivellazioni, difatti, c´è la coda. Lunghissima coda. Innanzitutto, la presa di posizione della commissione ambiente dell’Ars che ha vietato nuove perforazioni,l’ordine del giorno votato in Senato nella seduta del 3 marzo che impegnava il governo nazionale a non rilasciare nuove autorizzazioni relative alle attività di prospezione, ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi, i comuni di Scicli, Ragusa, Modica, Ispica, ed altri 45 sindaci siciliani che, tre anni fa, firmarono un documento di Greenpeace al fine di fermare i colossi del greggio (ad eccezione di quello attuale di Pozzallo), il mondo della cultura, cittadini che hanno firmato una petizione online fra le tante associazioni ambientaliste che non vogliono nuovi «buchi» nel sottosuolo marino, insomma tantissime persone, tutte convinte che l´oro nero del territorio ibleo sia il turismo e non l´estrazione del greggio.

Un territorio, quello ibleo, già vessato da tanta campagna mediatica non veritiera su migranti e sbarchi che portano solo malattie. Ora, si aggiunge pure la possibilità non proprio remota di avere a largo nuove perforazioni. Per effetto di una sentenza del Tar del Lazio che ha respinto i ricorsi di comuni ed associazioni ambientalistiche, inoltre, tutto adesso sembra filare liscio, come il greggio.

"Alla faccia di chi non vede impatti significativi per il territorio – commenta Alessandro Giannì, direttore delle campagne Greenpeace Italia– ci sarebbe da fermare tutto, e nel più breve tempo possibile. Non hanno ancora capito che tutta la popolazione siciliana è contraria a questi scempi. Si continua a pensare che le province di Ragusa e Siracusa siano province di serie B. Gli effetti saranno drammatici. Non si azzardino a dare ulteriori concessioni perché daremo battaglia a chi vuole distruggere il territorio. Invito anche i politici iblei a farsi sentire. Non è più tollerabile una situazione simile".