Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1347
POZZALLO - 09/07/2015
Attualità - Il segretario provinciale Silp Cgil, Giorgio Pluchino, chiede al prefetto il rafforzamento degli organici

Tanti migranti in arrivo, i poliziotti non bastano più

"Dobbiamo purtroppo rilevare che, al divenire strutturali dei fenomeni –cdice Pluchino- non è corrisposto il parallelo necessario irrobustimento degli apparati della Polizia di Stato che devono affrontarli Foto Corrierediragusa.it

Molti migranti, molti centri di prima accoglienza, pochi poliziotti; bisogna che si prendano subito provvedimenti. E´ questo, in estrema sintesi, il messaggio che il segretario provinciale Silp Cgil di Ragusa, sindacato di polizia, Giorgio Pluchino, ha indirizzato al prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè, in merito alla questione dei nuovi centri di accoglienza, diciotto in tutto, che nasceranno presto nel territorio ibleo. Una diatriba, quella con le istituzioni, che Pluchino porta avanti oramai da alcuni anni. Il centro di prima accoglienza pozzallese, a sentire il segretario provinciale del sindacato di polizia, ha operato quasi sempre in emergenza, con poche unità a sorvegliare i migranti, il più delle volte anche senza opportune prevenzioni dal punto di vista sanitario.

"E’ sotto gli occhi di tutti dice Pluchino- che il fenomeno migratorio è strutturale e non più emergenziale. Non possiamo che essere soddisfatti della consapevolezza delle istituzioni di essere di fronte ad una situazione cronica, che certamente non muterà nel breve periodo, visti anche gli recenti sviluppi del sistema di identificazione e accoglienza dei migranti, che vede Pozzallo e la provincia di Ragusa sempre più in prima linea e sempre più pesantemente impegnati. Uno sbarco, per le donne e gli uomini della Polizia di Stato, significa ore e ore di lavoro, urgente e non rinviabile, per identificare, discernere tra una miriade di nazionalità e quindi applicare i differenti trattamenti amministrativi, individuare possibili scafisti o altri soggetti potenzialmente pericolosi. E poi ancora smistare per le varie destinazioni, organizzare trasferimenti, far coincidere orari e esigenze di una molteplicità di soggetti, superare rapidamente eventuali disguidi, disservizi e resistenze. C’è poi da considerare –riferisce ancora Pluchino- la rilevante mole di delicatissimo lavoro che porta con sé la presenza di numerosi migranti richiedenti le varie forme di protezione internazionale all’apposita Commissione, le cui pratiche, circa un migliaio all’anno, vengono trattate dall’Ufficio Immigrazione della Questura, già notevolmente oberato dalla massiccia presenza di migranti, regolari e non, in questa provincia".

Per Pluchino, è opinabile pensare subito ad una riorganizzazione delle forze da mettere in campo. "Dobbiamo purtroppo rilevare che, al divenire strutturali dei fenomeni –conclude Pluchino- non è corrisposto il parallelo necessario irrobustimento degli apparati della Polizia di Stato che devono affrontarli. Da ultimo, basti pensare che recentemente sono stati assegnati ai reparti di polizia gli agenti che hanno appena terminato i corsi di formazione. Nessuno di essi è stato destinato alla provincia iblea".

Ad onor del vero, lentamente sembra che le istituzioni stiano aprendo gli occhi su quello che comporta la permanenza prolungata in un centro di primo soccorso. I problemi della situazione attuale, dentro e fuori dal centro, sono innegabili: continue liti fra gli ospiti, spesso dovute alla convivenza forzata negli spazi a disposizione. Scaramucce e tafferugli che, come accaduto, talvolta proseguono all’esterno del Cpa. Senza considerare il rischio sanitario che comporta la convivenza forzata di tante persone in un luogo inadatto. Unico punto a favore del nuovo «hotspot», rispetto a quanto succedeva fino ad un mese fa, l´invio presso altre sedi dei migranti nel giro di 48 ore. Ieri ce n´erano solo 12 dei 300 giunti a Pozzallo domenica scorsa. E´ sempre un inizio.