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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 984
POZZALLO - 25/06/2015
Attualità - Una brutta gatta da pelare per l’amministrazione comunale

Dimissioni consiglieri per bollette pazze a Pozzallo?

Due i punti nodali proposti dai consiglieri della minoranza: ricalcolo in tempi brevi delle bollette e, in caso di nulla di fatto, assistenza gratuita per avviare un ricorso tributario in difesa dei cittadini Foto Corrierediragusa.it

O entro lunedì prossimo saranno riformulate le tariffe della Tari o alcuni consiglieri comunali della minoranza firmeranno le proprie dimissioni, aprendo di fatto la crisi istituzionale per l´amministrazione comunale del sindaco Luigi Ammatuna (foto). É senza mezzi termini l´aut-aut posto da alcuni consiglieri comunali di minoranza che occupano gli scranni di palazzo La Pira dopo l´incontro avuto martedì sera nei locali del Meno Assenza, convocato per dirimere l´annosa questione delle bollette «pazze» sui rifiuti solidi urbani. Un invio di bollette che ha fatto letteralmente imbufalire una buona fetta di cittadini, con aumenti che vanno fino al 680% rispetto ai tributi pagati dodici mesi prima. L´incontro ha visto in prima linea il sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, spalleggiato dal vicesindaco Francesco Gugliotta. Entrambi hanno ribadito la volontà di voler ascoltare le istanze dei cittadini (ventiquattro ore prima c´era stato un altro incontro presso il comando dei vigili urbani) rimanendo però sulle proprie convinzioni che nulla poteva essere fatto, salvo poi ricevere una «caterva» di proposte formulate dai cittadini, i quali, a gran voce, hanno riferito a sindaco e vicesindaco che le bollette «pazze» non le avrebbero pagate.

Due i punti nodali proposti dai consiglieri della minoranza: ricalcolo in tempi brevi delle bollette e, in caso di nulla di fatto, assistenza gratuita per avviare un ricorso tributario in difesa dei cittadini. "E´ intollerabile – dice il consigliere Salvo Toscano – l´atteggiamento di una amministrazione che, invece di proporre, cerca soluzioni fuori dalle mura di palazzo La Pira. Mi chiedo a cosa possa servire andare ancora avanti, in questo modo. Meglio auspicare le dimissioni. Ma, purtroppo, non ci sentono da quell´orecchio".