Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1439
POZZALLO - 14/05/2015
Attualità - Un 17enne calciatore che fa "magie" con il pallone

La storia di Mohamad, promessa del calcio

Tantissimi palleggi, gli altri migranti si alzano dal lettino e cominciano ad applaudirlo al centro di prima accoglienza della cittadina marinara iblea
Foto CorrierediRagusa.it

Ha la maglia numero 10, sogna Alessandro Del Piero e Francesco Totti, ma è scappato dalla Siria, rinunciando al suo sogno di diventare una stella del calcio. Mohamad (foto) ha 17 anni, è arrivato in Italia con il padre e lo zio. È attaccante e capitano della Nazionale giovanile siriana. È il più piccolo della squadra ma di goal ne ha segnati già tanti: 64 in 52 partite. È scappato dalla Siria lo scorso 15 aprile. Oggi, si trova a Pozzallo, dentro il centro di prima accoglienza. Una, come tante altre storie spezzate, di bambini e giovanissimi che devono lasciare la Siria per non finire, un giorno, al fronte, per combattere il nemico. In Siria anche andare ad allenarsi era diventato un grosso rischio. Quando viaggiava sull’autobus per raggiungere il campo da calcio, le esplosioni erano molto frequenti. Si stendevano sotto i sedili per proteggersi. Un giorno durante una partita, una bomba è scoppiata nel campo, un suo compagno di squadra è morto. Non ce l’ha più fatta a continuare. L’anno prossimo, compiuti 18 anni, avrebbe dovuto combattere per l’esercito siriano. Ma è scappato, ora è un disertore.

"È per il suo futuro che abbiamo deciso di affrontare questo viaggio e lasciare la Siria" dice lo zio. Il viaggio iniziato in Turchia, il barcone che imbarcava acqua, i soccorsi, l´arrivo a Pozzallo. Il viaggio non è solo lungo ma anche pieno di pericoli. Trovare mezzi di fortuna per spostarsi, fare lunghi tratti a piedi sulle montagne, evitare i trafficanti senza scrupoli, abituarsi al rumore di colpi d’arma da fuoco. A Mersin finalmente salgono su una barca. Un vecchio mercantile dove vengono stipati insieme ad altre centinaia di siriani. Fino all´arrivo sulle coste siciliane.

"Spero che i club europei – dice il giovane calciatore - leggano la mia storia e mi diano una mano a realizzare il mio sogno: giocare a calcio. Vorrei riuscire ad arrivare in Germania e giocare nel Borussia o in Spagna nel Real Madrid. In Siria non posso più tornare, sono come un disertore". Mohamad si trova all´interno del Cpa dove i medici, gli infermieri, gli psicologi e i mediatori culturali di Medici Senza Frontiere lavorano dall’inizio di febbraio per rispondere ai bisogni medico umanitari di chi raggiunge le nostre coste in cerca di salvezza.

Ragazzo triste, Mohamad. La sola visione del pallone, però, ridà gioia e allegria. Tantissimi palleggi, gli altri migranti si alzano dal lettino e cominciano ad applaudirlo. Il ragazzo comincia a sorridere. Mohamad andrà via domani, dopo l´arrivo di altri migranti in procinto di approdare sulle nostre coste.