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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:06 - Lettori online 832
POZZALLO - 09/04/2015
Attualità - Si stanno valutando le possibili violazioni della normativa europea

Indagine europea sulle trivellazioni

L’esposto che ha innescato l’azione dell’Europa è stato presentato dai deputati del movimento 5 Stelle, Giampiero Trizzino, (Ars), Claudia Mannino (Camera) e Ignazio Corrao (parlamento europeo) Foto Corrierediragusa.it

Altro punto a favore per i comitati che si stanno spendendo per le cause ambientaliste contro i colossi del petrolio. La Commissione Europea ha difatti avviato una indagine sull´articolo 38 dello "Sblocca Italia", relativa alle trivellazioni nel Mar Mediterraneo, per valutare le possibili violazioni della normativa europea. L´esposto che ha innescato l´azione dell´Europa è stato presentato dai deputati del movimento 5 Stelle, Giampiero Trizzino, (Ars), Claudia Mannino (Camera) e Ignazio Corrao (parlamento europeo). "Nel 2013 – dicono i tre deputati pentastellati - l´Unione Europea ha approvato una direttiva che prevede un regime particolarmente stringente e limitante per le operazioni petrolifere off-shore. Un incidente in un mare chiuso come il nostro rischia di distruggere gli ecosistemi marini e intere economie in maniera tale che nessuna fidejussione potrebbe mai coprire eventuali danni. L´articolo 38 dello ‘Sblocca Italia’, dando il via libera alla trivelle in maniera indiscriminata, ci esporrebbe a enormi pericoli. Da qui la denuncia e l´avvio di una serie di azioni che abbiamo portato avanti in tutte le sedi possibili".

La battaglia Cinquestelle contro lo ‘Sblocca Italia’ è partita in Parlamento a Roma, è proseguita a palazzo d´Orleans ed è stata rilanciata in Europa. All´Ars, inoltre, sono state approvate pure due mozioni a firma Valentina Palmieri e Angela Foti e un ordine del giorno a firma Matteo Mangiacavallo, tutti esponenti del movimento di Beppe Grillo. In Sicilia, è pure in cantiere un referendum consultivo sul tema (sarebbe il primo della storia nell´isola) ed è all´attesa dell´esame di sala d´Ercole anche un disegno di legge voto, già approvato in commissione Ambiente.

"Alla Commissione Europea – spiegano i tre deputati - abbiamo segnalato diverse possibili violazioni, che ora sono al vaglio congiunto della direzione generale Ambiente e di quella Energia". II progetto Offshore Ibleo di Eni e Edison prevede due nuovi pozzi di esplorazione, una piattaforma e i relativi collegamenti sottomarini in una zona del Canale di Sicilia che si trova una trentina di chilometri al largo della costa delle province di Ragusa, Caltanisetta ed Agrigento ed interessa un’area di oltre 145 chilometri quadrati per 20 anni. Lo sviluppo dei giacimenti Argo e Cassiopea rientra negli accordi tra il ministero dello Sviluppo ed Eni per il mantenimento in attività delle raffinerie di Gela.

A chi contesta l´operazione, l´Eni risponde che il progetto Offshore Ibleo porterà a una produzione di gas naturale di oltre 10 miliardi di metri cubi in circa 14 anni, contribuendo con 4,5 milioni di metri cubi al giorno al fabbisogno energetico italiano e benefici occupazionali per l´intera Sicilia.

Nella foto la sede della Commissione Europea a Bruxelles