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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1304
POZZALLO - 01/03/2015
Attualità - Intanto si parte con l’esercitazione «Mare Aperto»

Pozzallo "ombelico del mondo" di operazioni militari?

Il porto potrebbe essere il primo scalo «utile» per dare manforte Foto Corrierediragusa.it

Dalla Capitaneria di porto di Pozzallo la notizia di nessun arrivo, nelle prossime ore, di navi militari. E´, però, alquanto auspicabile che la cittadina rivierasca possa essere indicata quale punto di approdo logistico nel caso in cui la situazione in Libia venisse a precipitare. La conferma, seppur parziale, è giunta da diverse fonti. L´obiettivo è quello di non farsi trovare impreparati di fonte ad una seria avanzata dei terroristi che provengono dalla Libia. I jahidisti del nuovo Califfato saranno costantemente monitorati da diverse unità navali. Riprende ufficialmente il ciclo addestrativo della Marina Militare con l´esercitazione «Mare Aperto». L’esercitazione si svolge nelle aree addestrative del Tirreno e dello Ionio, con il dispiegamento delle varie componenti della Marina Militare, volta alla ripresa dell’addestramento, nelle tradizionali forme di impiego: operazioni di sicurezza marittima, lotta antisommergibile, antiaerea e antinave. Appare assai strana la «coincidenza» fra l´avvio delle operazioni in mare e la minaccia terroristica che incombe. L´ultima esercitazione condotta poco prima dell’inizio dell’operazione «Mare Nostrum», è stata la «Brilliant Mariner – Mare Aperto» che si è svolta nel settembre 2013. In quella operazione, furono impiegati più di tre mila unità, a bordo di navi militari che a Pozzallo tutti, oramai, conoscono in virtù dei tanti sbarchi di migranti che si sono succeduti negli ultimi anni. L´unità anfibia San Marco, le fregate Aliseo, Espero e Grecale, la rifornitrice Stromboli, la corvetta Fenice e i pattugliatori Foscari e Cigala Fulgosi potranno ormeggiare presso la banchina commerciale o stare in rada, a poche miglia, per approvvigionarsi e non solo.

Nonostante, quindi, l´opzione militare contro la Libia sia stata finora scartata dal governo, sembra essere comunque pronto un piano alternativo, ove la diplomazia non riuscisse a salvaguardare gli interessi italiani. E il porto di Pozzallo potrebbe essere il primo scalo «utile» per dare manforte a qualsiasi operazione militare. Qualcuno parla anche di una città militarizzata, ma è chiaro che ogni discorso, senza aver ancora fatto i conti con l´oste (l´Isis), appare privo di ogni senso.

In ogni caso, l´Italia sarà comunque costretta ad intervenire. Non un´azione di guerra quanto più di una difesa dei luoghi più vicini alla Libia, luoghi iblei da preservare di fronte a quanto sta accadendo al di là del Mediterraneo. Il gruppo operativo incursori dovrebbe rimanere in acque italiane. Solo nel caso in cui il gasdotto subacqueo dell’Eni che si snoda fra la stazione di compressione di Mellitah ed il terminale di ricevimento del gas di Gela, venisse preso di mira, si potrebbe parlare di intervento della Marina. E in quel caso, la città di Pozzallo diventerebbe l´ombelico strategico da cui partire.