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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 842
POZZALLO - 23/02/2015
Attualità - L’uomo faceva parte dell’equipaggio del peschereccio "Alba chiara"

Torna a Pozzallo il marinaio sequestrato

Il sequestro dell’imbarcazione è avvenuto a causa di una battuta di pesca che il peschereccio avrebbe effettuato a poche miglia da Alessandria d’Egitto
Foto CorrierediRagusa.it

Ampi sorrisi, lunghi abbracci, qualche lacrima di gioia a solcare i visi di parenti e familiari. Raimondo Sudano (nella foto con la moglie Cettina Casiraro) è tornato a Pozzallo. Il marittimo pozzallese sequestrato lo scorso 18 gennaio a bordo del pescerecchio «Alba Chiara» in acque marine egiziane ha potuto riabbracciare i parenti e gli amici più cari nella giornata di sabato scorso. A metà gennaio, il sequestro dell´imbarcazione era avvenuto a causa di una battuta di pesca che il peschereccio avrebbe effettuato a poche miglia da Alessandria d´Egitto. Città nella quale l´equipaggio era stato successivamente dirottato. Dopo la liberazione, avvenuta qualche ora dopo il sequestro, Sudano non aveva fatto subito ritorno in Sicilia ma aveva continuato a lavorare per far fronte ad alcune spese che il sequestro stesso aveva comportato. Dopo più di un mese, l´agognato ritorno a Pozzallo dove, ad attenderlo, vi erano la moglie Cettina Casiraro, i due figli, parenti ed amici. Ad Alessandria d´Egitto, assieme al peschereccio «Alba Chiara», fu condotta un´altra imbracazione, la «Jonathan». Tutti i marittimi ritornati a casa, adesso, stanno bene.

Bocche cucite a casa Sudano. "Non vogliamo commentare quanto è accaduto", ha detto la moglie Carmela. Si evince la volontà di lasciarsi tutto alle spalle e dimenticare quanto successo, in tempi brevi. Dopo il sequestro, il presidente regionale dell´Associazione pescatori marittimi professionali (Apmp), Fabio Micalizzi, disse di voler presentare un esposto alla Procura di Catania per i fatti accaduti a Sudano e al resto dell´equipaggio. Anche per questo, forse, c´è poca voglia di commentare il triste episodio dei marittimi delle due imbarcazioni sequestrate.

Anche sul rilascio è stato detto poco o nulla. La coincidenza ha voluto che, a metà gennaio, il ministro dell´Agricoltura, Maurizio Martina, si trovasse proprio in Egitto per motivi istituzionali. Negli stessi giorni in cui Sudano e gli altri marittimi sono stati dirottati in Egitto. L´intermediazione fra la Farnesina, Martina, l´ambasciatore in Egitto, Maurizio Massari, e il ministro della Difesa egiziana, Sedky Sobhi, ha permesso il rilascio dei pescatori in tempi celeri.