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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 858
POZZALLO - 23/02/2015
Attualità - Lo chef e scultore decorativo della tavola presente nello shworom di Inventa Design

Menconi, lo scultore dell’ortofrutta a Pozzallo

Invitato dal general manager Emanuele Iemmolo, il protagonista di «Detto fatto» con Caterina Balivo, ha messo in evidenza i suoi virtuosismi artistici nella decorazione della frutta
Foto CorrierediRagusa.it

Più che ortofrutta, chiamiamola artefrutta. Tagliata, sbucciata, sminuzzata, meglio dire scolpita. Come si lavora il legno o la pietra di Carrara, così Claudio Menconi (nella foto a sinistra con Emanuele Iemmolo), toscano di Carrara, utilizzando un paio di coltelli ha costruito la sua fama fino a diventare campione mondiale di cucina decorativa al campionato del mondo di Lussemburgo nel 2006 e a divenire ospite fisso di trasmissioni di grande successo, ultima in «Detto fatto» su Rai 2 con Caterina Balivo.

Claudio Menconi è uno chef rinomato e insegna all’Istituto Alberghiero di Barga, provincia di Lucca. Ma quella che produce manipolando zucche, pomodori, banane, cocomeri e ogni specialità d’ortofrutta, è arte allo stato puro. Sabato e domenica scorsi Claudio Menconi è stato a Pozzallo, ospite dello shworom Inventa Design, invitato dal general manager Emanuele Iemmolo, per effettuare alcune performance che hanno lasciato a bocca aperta i numerosi ospiti presenti. I virtuosismi artistici visti in televisione, Menconi li ha esibiti davanti al pubblico ibleo.

Perché tanto interesse della televisione per questo tipo di arte che si sviluppa in cucina?
«Perché la gente è attratta da queste esibizioni, perché vuole imparare a cucinare e apparecchiare la tavola rendendola decorativa. Dal video tv si vede solo la manualità del cuoco, la padella che salta, il coltello che danza sul tagliere, ma non gli aspetti organolettici dati dai sapori e dagli odori di quello che si lavora in cucina».

Menconi cosa trasmette alla gente?
«Manualità visiva della creazione dell’ortofrutta: un finocchio diventa calla, banane e pere candele e lucerne, la zucca gialla delia, il melone camelia; tutte decorazioni che vogliono stupire. L’utilità? Quella di rendere una tavola festosa e ricca di colori, un piatto ben presentato invita psicologicamente al buonumore, è un bel biglietto da visita».

Ma come nasce la passione per questo lavoro?
«Per uno come me nato a Carrara è facile. Essendo cresciuto fra gli scultori del marmo non avevo scelta, ho preferito cimentarmi nelle decorazioni dell’ortofrutta: dal marmo alla frutta al cocomero, sempre arte è».