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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1034
POZZALLO - 04/07/2008
Attualità - Pozzallo - La storica campagna estiva di Legambiente

Pozzallo: le denunce di goletta verde

In collaborazione con il Ministero dell’Ambiente Foto Corrierediragusa.it

Goletta Verde è a Pozzallo e vi resterà fino a domani sera. La storica imbarcazione di Legambiente (quest’anno è previsto l’arrivo del «due alberi», la «Catholica») è tornata dopo cinque anni nel comune marittimo per denunciare gli scempi ambientali della provincia di Ragusa, dove gli «ecomostri», ovvero gli edifici considerati gravemente incompatibili con l’ambiente naturale circostante, sono ancora una piaga difficile da debellare. Ogni anno, poi, la stessa associazione diffonde alla collettività il rapporto denominato «Mare Monstrum» dove, in collaborazione con le forze dell’ordine, vengono denunciati tutti gli abusi patrimoniali, oltre all’eventuale inquinamento delle acque marine.

"Pesante bilancio ? si legge nel rapporto - di piccole e grandi speculazioni immobiliari anche nel ragusano. Le 617 infrazioni registrate dalle forze dell’ordine, le 574 persone denunciate o arrestate e i 256 sequestri in tutta la Sicilia, terza nella classifica delle regioni, non risparmiano la provincia di Ragusa".

I dati, poi, nel ragusano, non sono per nulla confortanti. "Secondo quanto emerge ? continua la nota - dal rapporto «Mare Monstrum 2008», a Scicli, dopo il sequestro di 27 abitazioni abusive, costruite quindi in totale assenza di vincoli edificatori, si è aperto il processo penale e si attende il pronunciamento della magistratura sul futuro delle villette. Non meno preoccupante la situazione vissuta a Ispica, dove erano stati autorizzati lavori di manutenzione straordinaria di un rudere, ma in realtà si voleva costruire il classico appartamento vista mare. I lavori sono stati bloccati il 17 giugno 2004.

Divorata anche la fascia costiera che va dalla provincia di Ragusa a Caltanissetta, divenuta ormai terra di serre abusive Gli ultimi lembi di sistema dunale sono stati trasformati in dune di plastica, che non solo rappresentano un inammissibile attacco alla natura, ma anche un pesante sperpero economico".