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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 620
POZZALLO - 12/01/2015
Attualità - Corrado Giuca rischia di finire sul lastrico

Forconi e Ascon contro aste giudiziarie

Nessuna banca ha favorito un ulteriore prestito. L’uomo, abbandonato anche dalle istutuzioni, ha ricevuto il soccorso di Mariano Ferro e dei commercianti Foto Corrierediragusa.it

L’attività svolta dai Forconi di Mariano Ferro contro le aste giudiziarie non si arresta. Saranno in tanti, venerdì prossimo, ad «aspettare» l´ufficiale giudiziario che dovrà consegnare un avviso di sfratto ad un imprenditore pozzallese. A causa del calo delle commesse, difatti, il capannone di proprietà dell´imprenditore Corrado Giuca è stato messo all´asta. Nessuna banca ha favorito un ulteriore prestito. L´uomo, abbandonato anche dalle istutuzioni, ha ricevuto il soccorso di Mariano Ferro. Venerdì sera, all´interno della sala «Meno Assenza», il leader dei «Forconi» ha promesso un intervento per evitare che Giuca rimanga senza la struttura. Presenti anche lo stesso Giuca e il coordinatore dei «Forconi» a Pozzallo, Giovanni Arato. La situazione è esplosiva, preoccupante e certamente insostenibile, ha dicharato Ferro, soprattutto se si pensa che il danno della crisi si materializza nell´asta giudiziaria. "Questo è il dramma sociale – ha detto Ferro - su cui bisogna intervenire, senza perdere altro tempo. Non solo per aiutare i disperati, ma anche per porre fine agli imbrogli che ci sono e che consentono ad alcuni di arricchirsi a scapito della povera gente. Le piccole e medie imprese che non intendono giocare sporco non riescono più a coprire nemmeno i costi di produzione. Tutto questo deve finire".

Più incisivo Arato. "Ci troviamo di fronte ad un caso emblematico del disastro economico che stiamo vivendo – dice - e delle ricadute sociali che questo implica. I forconi con a capo Mariano Ferro diranno no per la ennesima volta a tutto questo e impediranno che la famiglia venga buttata fuori dal capannone e che lo stesso Giuca perda il lavoro".

Rincara la dose il presidente dell´Ascom di Pozzallo, Gianluca Manenti, il quale invita i commercianti, venerdì prossimo, a chiudere le attività per tre ore in segno di protesta contro balzelli iniqui e uno Stato decisamente sordo. "Non possiamo pagare – dice Manenti - gli errori del becero clientelismo politico che si trasformano in balzelli sotto forma di cartelle esattoriali e, per giunta, in caso di mancato pagamento c’è il rischio che i sacrifici di chi ha voluto far impresa per contribuire a migliorare l’economia della città, investendo, si possano ritrovare all’asta. Immobili e quant’altro svenduto ad un valore di mercato di gran lunga inferiore alle garanzie reali prestate. Si tratta di un vero e proprio crimine appoggiato dalla legge dello Stato. Ed è per questo che l’associazione dei commercianti di Pozzallo sarà presente il 16 gennaio a sostenere un’impresa appartenente ad un nostro concittadino, il quale si sta vedendo sottratta un’azienda che da anni era uno dei fiori all’occhiello della città".


LO STATO E LA PROVVIDENZA
15/01/2015 | 23.24.43
arlecchino

Il signore di prima forse si è reso conto di aver detto una cosa insensata, allora ha pensato di riparare; ma, credendo di riparare, ne ha detto una ancor più insensata. Chiede che lo Stato "crei fondi" per venire incontro ai debitori insolventi. Ma sa quel signore a quanto ammonta in Italia il debito privato complessivo? Non lo sa, e non gl´interessa: gli basta basta dire che lo Stato deve "creare fondi": ora ´creare´, in italiano, significa far esistere dal nulla qualcosa, cioè pretenderebbe che lo Stato creasse dal nulla dei soldi e li distribuisse ai debitori insolventi. Purtroppo, si dà il caso che lo Stato abbia già ´creato dal nulla´ 2.200 miliardi di euro di debito pubblico: non gli basta ancòra? E´ evidente che il signore ha scambiato lo Stato (ormai da tempo fallito!) per la Provvidenza. Beh, se è così, allora preghi il buon Dio. Lui sì può ´creare´ dal nulla, magari anche in soli sette giorni...


i debiti vanno pagati
15/01/2015 | 17.30.21
giorgio zacco

i debiti vanno onorati ma nella difficoltà ci vuole lo Stato con la creazione di fondi e tutto ciò per evitare che banche e finanziarie possano sequestrare il tutto e venderli a prezzi stracciati facendo arricchire strozzini e usurai.


fare debiti e non pagarli
14/01/2015 | 13.06.15
arlecchino

Se ho capito bene questo signore dice: se si fanno debiti e non si pagano la colpa è di chi chiede il pagamento del proprio credito. Dunque il creditore va punito bruciando i beni del debitore, che così non li avrà né l´uno né l´altro, per sfregio. E´ una idea interessante e ´progressista´!


abbandono istituzionale
13/01/2015 | 9.10.49
giorgio zacco

il governo e le istituzioni tutte, al momento del bisogno del cittadino si dileguano e non danno nessun aiuto alla risoluzione dei gravi problemi che attanagliano i cittadini facendogli sequestrare tutti i beni dai poteri forti (banche e finanziarie), complici degli usurai che vanno ad acquisire questi beni messi all´asta.
L´unica cosa da fare è bruciare il bene sequestrato affinchè nessuno se ne possa appropiare. Farsi qualche mese di galera e il tutto è risolto. Due o tre esempi di questo tipo costringerebbero il governo a fare qualche legge per tutelare i disgraziati.
se qualcuno mi vuole rispondere, lo gradirei