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POZZALLO - 28/12/2014
Attualità - Condizioni di vivibilità al limite per i disperati

Materassini putridi ai migranti del Cpa di Pozzallo

Non nuovo il centro di prima accoglienza a queste «sortite». Basti pensare ai pasti cestinati della scorsa estate Foto Corrierediragusa.it

Materassini di gommapiuma putridi e puzzolenti (foto). Sono quelli su cui dormono i migranti del centro di prima accoglienza del porto. Le foto, scattate di recente, non lasciano spazio ad alcun dubbio. Alcuni migranti vivono in condizioni pessime, all´interno del centro. La denuncia è partita in forma anonima da parte di alcuni operatori, i quali, smartphone in mano, hanno messo in risalto un altro aspetto inqualificabile della struttura. Nelle foto, si intravedono i materassini con evidenti macchie. Condizioni igienico-sanitarie precarie in un centro di prima accoglienza che, solo per l´anno 2014, ha ospitato più di 27 mila migranti. Una situazione insostenibile, dal punto di vista umano e non solo. Da troppi giorni, come denunciato da diverse associazioni umanitarie, le condizioni di vivibilità all’interno della struttura sono al limite della dignità umana. Si può assistere, arrivando a qualsiasi ora del giorno o della sera, sempre alle stesse scene.

La vera domanda che si pongono gli operatori che lavorano al centro, fotografi improvvisati per l´occasione, è perché si continua a non dare dignità umana a queste persone? Una domanda che coinvolge, in prima persona, le istituzioni, le quali rimbalzano responsabilità e compiti, senza considerare che si sta parlando sempre di uomini, donne e minori. La rete dell’accoglienza è stata messa duramente alla prova nel corso degli ultimi mesi e quello che sta accadendo è frutto di una stanchezza fisiologica. La stessa stanchezza che continuano a manifestare il Comune di Pozzallo e la Prefettura di Ragusa, non ancora pronti per firmare la proroga della convenzione che scade il 31 dicembre. E il 1° gennaio, se dovesse succedere qualche episodio grave, di chi sarebbe la colpa?

Non nuovo il centro di prima accoglienza a queste «sortite». Basti pensare ai pasti cestinati della scorsa estate. Un fiume di denaro pubblico cestinato nei cassonetti, in un periodo di crisi nazionale dove ogni sperpero è un´offesa ai cittadini onesti. Adesso i materassini putridi, non proprio un biglietto da visita di cui andare fieri quando si parla di accoglienza ai migranti. E sarebbero diverse, poi, le incongruenze palesate dentro la struttura. Come il fatto che non vi sarebbero medici dell´Asp di Ragusa a libro paga del nuovo gestore unico, una ditta di Acireale, che da alcune settimane opera al centro. Pare che non siano consegnati né nuovi vestiti né «pocket money» ai migranti (due euro e 50 cent al giorno), così com´è previsto nella trattazione privata controfirmata a palazzo La Pira. E sembra che nessuno vigili. Un Cpa, un tempo, definito «fiore all´occhiello» fra i centri che accolgono i migranti ma che, appurati i recenti fatti, rischia di denigrare l´ottimo lavoro realizzato dalle cooperative che hanno operato negli anni scorsi.

MIGRANTE MORTO PER ASFISSIA DA IDROCARBURI
Asfissia da idrocarburi: è questa la causa del decesso del giovane migrante sbarcato al porto di Pozzallo assieme ad altri 364 disperati, di cui 22 donne. Sono stati quattro i barconi che i militari della nave «Foscari» hanno affiancato nel giorno di Natale e che, ieri, hanno trasbordato a poche miglia della costa iblea. Ci ha pensato, poi, il rimorchiatore «Nos Taurus» a trasferire i migranti, compreso il cadavere, sulla banchina commerciale del porto. I medici dell´Asp di Ragusa sono saliti a bordo del rimorchiatore e hanno ispezionato il cadavere del giovane, dall´apparente età di 25 anni circa. Dopo pochi minuti è giunto l´ordine di trasferire la salma nell´obitorio del cimitero di Pozzallo.

Un viaggio su barconi fatiscenti e con pochi posti a disposizione. Ammassati come animali, con il solo obiettivo di giungere presto in Italia e di ottenere un visto per la libertà. I migranti hanno raccontato anche di aver trovato mare grosso sebbene i soccorsi siano arrivati spediti. "Ci stanno due milioni di persone, in Africa – hanno detto appena scesi dalla nave – pronte a salpare. Le coste libiche sono piene di migranti. Molti hanno paura di attraversare il mare in questo periodo. Appena si calmerà il mare, molti africani verranno in Sicilia".

Sono tre le donne incinte che sono state trasferite a Modica, due gli ustionati ricoverati a Ragusa. Con molta probabilità, i due ustionati fanno parte del gruppo dove vi era anche il giovane morto. Le donne incinte torneranno in queste ore al centro di prima accoglienza del porto, gli ustionati resteranno a Ragusa per alcuni giorni. Il presunto scafista finito in manette è un 25enne del Gambia.

Dei 364 migranti giunti a Pozzallo, 150 unità hanno lasciato il comune rivierasco per andare in altri centri di accoglienza siciliani. Gli altri saranno trasferiti nelle prossime ore in altri centri di accoglienza del nord Italia. Ieri sera, i migranti ospiti del Cpa erano 221.

Da segnalare pure «Un sospetto caso di tbc e malaria ai danni di un migrante non sbarcato a Pozzallo e posto in bio-isolamento a bordo e quindi trasferito a terra per altra destinazione con l’elicottero della nave", riferisce una nota della Marina militare. In tutto nelle operazioni di salvataggio la Marina ha recuperato le salme di cinque migranti morti durante la traversata.

Nella giornata di Natale invece una donna nigeriana soccorsa dalla nave «Borsini» ha dato alla luce un bambino: il lieto evento è avvenuto sulla nave «Etna». Mamma e bimbo stanno bene e sbarcheranno a Messina.