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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 658
POZZALLO - 27/12/2014
Attualità - La donna vive in una sorta di "catapecchia" col tetto di eternit

La situazione difficile della signora Silvana

La corrente elettrica è pagata dalla sorella ma l’acqua non è potabile
Foto CorrierediRagusa.it

"Senza voler offendere nessuno ma si aiutano i migranti che vengono dall´Africa e si lasciano morire le persone che chiedono un piccolo aiuto. È un´ingustizia". Il grido di dolore della signora Silvana Rosa (foto), pozzallese di 52 anni, che da due anni vive in un´abitazione col soffitto di eternit in contrada Ciriga, riecheggia ancora forte. Abbandonata al suo destino, con un melanoma alla gamba che non le permette di deambulare nel migliore dei modi, residente a confine fra i territori di Ispica e Pachino in una vera e propria «catapecchia», è uno degli aspetti tristi di questo periodo festivo. Aveva chiesto una casa all´amministrazione comunale pozzallese in quanto era entrata in graduatoria per ricevere un alloggio popolare. Si era recata parecchie volte a palazzo La Pira, chiedendo quello che gli spettava di diritto. E´ rimasta con quattro cani da accudire, in un alloggio di sopravvivenza, senza acqua fino a qualche mese fa, aiutata solo da qualche parente e da qualche amica. "Sono sola – dice la signora Silvana – Tutti mi hanno promesso un aiuto, tutti sono spariti quando c´era da aiutare fattivamente. Non ho mai rubato nulla in vita mia e tengo alta la mia dignità di persona, anche se sono caduta in disgrazia. Quelli che mi dovevano aiutare, sindaco, servizi sociali, chiesa, tutti spariti".

Lo scorso anno, un benefattore dall´America si era offerto di regalarle mille e 800 euro. Qualche mese dopo, lo stesso benefattore ha voluto indietro i soldi perché erano destinati per un affitto. "Ma se non ho un lavoro – dice la signora Silvana – come faccio a mantenere una casa una volta finiti i soldi? Dopo tre mesi, sarei rimasta nuovamente sfrattata. Ho preferito metterli da parte, senza toccare un centesimo. Soldi che erano finiti dentro un conto corrente di mia sorella, la quale poi, temendo il peggio, ha preferito restituire tutto, fino all´ultimo centesimo. E c´è gente a Pozzallo che crede che quei soldi me li sono spesi".

Adesso, la signora Silvana chiede un aiuto, l´ennesimo. "Devo fare tre chilometri a piedi per comprare il pane e non posso neanche camminare bene – dice – Non sto bene. Faccio appello nuovamente alle istituzioni affinché mi diano un aiuto. Non chiedo la luna nel pozzo, ma che si rispetti la mia dignità. Ci vuole coraggio a stare in questo posto. Quando scende il buio, è il posto più brutto del mondo, specie d´inverno".

La corrente elettrica è pagata dalla sorella ma l´acqua non è potabile. Non transita alcun autobus dalla strada provinciale Ispica-Pachino che faccia una fermata a Ciriga, le condizioni igieniche sono accettabili ma sarebbe difficile per tutti vivere, o sopravvivere, in questa situazione. L´augurio per la signora è che, per il 2015, possa davvero tornare a sorridere.