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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:31 - Lettori online 1312
POZZALLO - 11/10/2014
Attualità - La "favola" del pozzallese Giovanni Morana e del siracusano Daniele Zito, di 37 e 34 anni

Bocciati in Italia e assunti in California! Il sogno di 2 ingegneri informatici

Lavoreranno alle dipendenze di una multinazionale di Santa Clara, nel centro della Silicon Valley, guadagnando potenzialmente milioni di dollari
Foto CorrierediRagusa.it

Si erano rivolti ad una agenzia italiana che finanzia i progetti, avendo fra le mani un´idea che frutterà sicuramente milioni di euro, ma sono stati «scartati» perché il progetto era... rischioso. Testardi come solo i siciliani sanno essere, due giovani ingegneri informatici adesso saranno finanziati da una multinazionale americana. Si tratta del pozzallese Giovanni Morana, 37 anni e del siracusano Daniele Zito, 34 anni (foto). I due hanno ideato una soluzione ad alto contenuto ingegneristico per il cloud computing, la C3DNA. I servizi di cloud computing offrono potenza, web hosting e memorizzazione dati ad aziende di ogni tipo, compresi i rivenditori online. La sola Microsoft, ad inizio settembre, ha incamerato 6 milioni di dollari in pochi mesi sperimentando nella sola Cina i propri servizi di cloud computing.

Un possibile affare che, però, non aveva riscontrato molte simpatie nei dirigenti dell´italica Invitalia, l´agenzia nazionale per l´attrazione degli investimenti e lo sviluppo d´impresa, alla quale i due ingegneri si erano rivolti. "Non ci avevano capito niente. Abbiamo chiesto più volte di parlare con dei tecnici più preparati, ma non ci hanno ascoltati" dice Zito. E´ stato quindi un imprenditore americano a raccogliere l´invito a leggere le carte e, solo dopo aver capito che il progetto porterà nelle casse dell´azienda a stelle e strisce milioni di dollari, è volato fino a Catania per conoscere i due ingegneri e metterli sotto contratto. Sede legale a Santa Clara, al centro della Silicon Valley, in California.

Un anno fa, Morana e Zito hanno presentato tutta la documentazione necessaria per ottenere i finanziamenti del fondo per le startup tecnologiche «Smart&Start», facendo diversi colloqui. "Volevamo crescere qui – dice ancora Zito - creare qualcosa di grosso a Catania. Ma niente, non è servito a nulla. I tecnici di Invitalia dicevano che questo progetto non aveva futuro, che non ci avrebbero mai investito. Che i costi per lo sviluppo erano spropositati". «Smart&Start» sfuma. "A noi è dispiaciuto, certo – ricorda ancora Morana - Ma chi ha perso in quell’occasione è stata l’Italia, la Sicilia. Catania avrebbe avuto un centro assolutamente all’avanguardia sulle tecnologie cloud".

Il progetto è finito anche sul tavolo di Kumar Malavalli, cofondatore di Brocade Communication, un colosso delle telecomunicazioni statunitense da 2 miliardi di dollari di ricavi annui e 4 mila dipendenti. Malavalli decide di investire 2 milioni di dollari, dando alla startup italiana una sede definitiva negli Usa. Un ruolo fondamentale in questa storia ha giocato l´imprenditore californiano Paul Camacho, il primo a rendersi conto del potenziale dei due ingegneri. Fateci caso, tutti imprenditori stranieri, in una Italia dove la meritocrazia non sempre riesce ad emergere.


un nuovo carrozzone...
12/10/2014 | 19.31.46
gd4

e continuiamo a sperperare soldi pubblici inventandoci improbabili "agenzie" che altro non sono che carrozzoni clientelari che servono solo a distribuire stipendi e poltrone agli amici... quante ce ne sono, oltre a questa Invitalia? un´altra è "Italialavoro", e poi? ne conoscete altre?


bravi
11/10/2014 | 16.47.28
Andrea

.... bravi, fate bene ad uscire da questa Italia piena di imprenditori mummie che non sanno uscire dal sarcofago messo in mostra in un museo pieno di burocrazia....