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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 1205
POZZALLO - 28/09/2014
Attualità - Tutto rinviato a data da destinarsi e si va avanti col commissariamento

Dibattito sterile sui Liberi consorzi

Solo vaghe promesse dalla Regione, ma l’unica certezza è data dall’incertezza. Il punto di vista del consigliere Ruffino sulla rotta voluta dal sindaco di Modica Foto Corrierediragusa.it

Il contenitore è vuoto, e pure trasparente. Il dibattito sui Liberi Consorzi, organizzato dal Comune di Pozzallo al «Meno Assenza», mette a nudo le presunte capacità della politica locale e dà l´idea di come si possano perdere i treni in corsa sebbene tutto sia sempre procrastinabile a data da destinarsi. Ciliegina sulla torta, dovevano essere presenti anche il presidente della regione, Rosario Crocetta, e l´assessore regionale alle Autonomie Locali, Patrizia Valenti. Nessuno dei due si è fatto vivo. A presentarsi, invece, è stato il neo-assessore al Territorio ed Ambiente, Piergiorgio Gerratana, assessore da undici giorni della giunta Crocetta ma già esperto delle normative in materia. Una «mancanza di rispetto per il territorio» l´assenza di Crocetta, come è stato sottolineato dai molti presenti in sala. Impegni dell´ultimo momento del governatore, la giustificazione di chi ha organizzato il dibattito. Fra i relatori, il preside della facoltà Scienze Politiche di Catania, Giuseppe Barone, l´Ordinario di Diritto Costituzionale, Andrea Piraino, l´Ordinario di Scienza Politica, Francesco Raniolo e presidente dell´associazione «A.L.C.S.E.», Pietro Ferrara. Presenti anche sette sindaci del comprensorio ibleo, oltre a due deputati regionali, Nello Dipasquale e Orazio Ragusa.

Il dibattito è stato poco più di una "litania" di brutte notizie. Sono scaduti i sei mesi previsti dalla legge dello scorso 28 marzo per la costituzione dei nuovi enti sovracomunali che dovrebbero sostituire le province. A regnare è sicuramente l´incertezza. Nessuna proposta, difatti, è stata ratificata seguendo i dettami della legge, ma soltanto un insieme di auspici, buoni propositi e niente altro. Il diniego di una proroga, annunciata in sala dal deputato regionale Dipasquale, prolungherà inevitabilmente il commissariamento che dura da giugno 2013. La lentezza delle trattative e le lacune di una legge che, ad oggi, è un miscuglio di concetti poco chiari riguardo alle competenze che i liberi consorzi avranno, sono la somma di tanta incapacità di amministrare.

I sindaci di Pozzallo, Ragusa, Modica, Scicli, Noto, Palazzolo Acreide, Portopalo di Capo Passero, presenti in sala, hanno potuto solo scambiarsi qualche opinione, in attesa di tempi migliori. L´assenza del Governatore ha comunque pregiudicato in negativo l´esito dei lavori della giornata.

Eppure le proposte non sono mancate: sospendere l´efficacia della legge ed aprire una «fase costituente» in grado di mettere assieme studiosi, esperti ed amministratori locali, integrare i parametri quantitativi indicati dalla legge regionale 8/2014 con criteri qualitativi che tengano conto della storia di ciascun territorio, una seria programmazione allo scopo di garantire una «governance» virtuosa e realmente democratica, fra i punti trattati. "Il nostro comune obiettivo – dice Barone – resta quello di dar vita ad un Libero Consorzio del Val di Noto, che superi le vecchie circoscrizioni provinciali e recuperi l´unità culturale e ambientale del Sud-Est siciliano".

Ottimista Gerratana. "Il Governo siciliano – ha detto l´assessore – è pronto ad un piano per poter definire meglio aspetti e competenze, per il futuro. Nulla ancora è perso. Di chi è la colpa per tutto quello che è successo in passato? Tutti i Comuni dovevano adeguarsi alle direttive imposte. C´è chi non l´ha fatto. Inutile, comunque, guardare indietro. Facciamo sinergia tutti per trovare una soluzione per i prossimi mesi".

Il sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, traccia un quadro per il futuro a tinte decisamente fosche. "Siamo stanchi di essere commissariati – ha detto Ammatuna – La nostra proposta prevede l´allargamento alla provincia di Siracusa, con l´obiettivo primario di fare sinergia con altri territori. Ma vedo tutto fermo, così non si può continuare. Constato che Palermo, inteso come sede regionale, è sempre più lontana dalla realtà locale". Con l´assenza di Crocetta, ieri, tutti hanno potuto certificare la bontà delle affermazioni del primo cittadino pozzallese.

RIFLESSIONE DEL CONSIGLIERE ALESSIO RUFFINO SULLA POSIZIONE DEL SINDACO DI MODICA CONTRO TUTTI
A margine del dibattito "sul nulla", il consigliere comunale a palazzo San Domenico a Modica Alessio Ruffino analizza il punto di vista del sindaco della città, di fatto solo contro tutti e destinato all´emarginazione, come emerso peraltro dallo stesso dibattito a Pozzallo in cui il primo cittadino è stato oggetto di critiche anche aspre soprattutto da parte del deputato Nello Dipasquale.

"Il sindaco di Modica - dice Ruffino - non intende aderire all´attuale Provincia di Ragusa e punta ad interpretare un ruolo guida (almeno sulla carta) all’interno della platea dei suoi comuni. Oggi ci troviamo di fronte alla perdita di una grossa scommessa su cui l’amministrazione di Modica aveva investito, fallendo, con tanto di incontri con altri sindaci di città limitrofe (non dimenticandoci, oltre a Pozzallo, pure Scicli e Ispica, da sempre disinteressati alla proposta), e la gestione di tesi rapporti interni tra i consiglieri di maggioranza da convincere, benché riluttanti.

Il sindaco di Modica ha "scoperto" di essere rimasto isolato nella battaglia e di aver condannato all’isolamento istituzionale la città, facendo finta di niente e tentando di rianimarlo con sterili dibattiti che lasceranno solo il tempo che trovano. Nessuna delle città coinvolte nell’ipotetico consorzio del sindaco di Modica ha mai affermato con atti concreti o con manifestazioni di netta volontà da parte dei Sindaci di voler aderire alla sua proposta. Anzi, quando c’è ne è stata l’occasione, tutti hanno preso le distanze dal sindaco di Modica (come accaduto pure nel dibattito a Pozzallo).

Ricordiamo però che una delle mozioni che presentammo in minoranza - prosegue Ruffino - vedeva il ruolo di Modica protagonista in quella che era l’ormai vecchia Provincia Regionale di Ragusa, all’interno della quale, insieme alla città di Ragusa e ad altre interessate al coinvolgimento diretto nel nuovo consorzio, sia ad est che ad ovest del nostro territorio, la città della Contea poteva diventare davvero la forza motrice della quarta area metropolitana in pectore della Sicilia. Ma così non è stato: il Consiglio, seppure a malincuore, e solo per obbedire pedissequamente ad un ordine di scuderia, ha votato la mozione che rischia di tagliare fuori Modica da ogni processo decisionale.

Proprio di recente - continua il consigliere - il Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa Giovanni Iacono ha richiamato tutto alla tempestività sull’applicazione delle procedure volute della legge regionale, denunciando l’inadempienza di questa classe dirigente con sommesso riferimento al sindaco di Modica e alle sue miopi politiche di protagonismo. Condivido in pieno l’analisi e soprattutto le proposte del presidente Iacono ma lo invito anche a spogliarsi di qualsiasi forma di vecchia logica provinciale per la quale il ruolo della città di Ragusa debba essere primeggiante sulle altre città. Un equa crescita del territorio nasce da un equa visione del ruolo che ogni città deve rappresentare portando ogni valore e ogni esigenza dei suoi cittadini. Insieme dunque secondo la consolidata logica provinciale, ma senza che nessuno - conclude Ruffino - reciti il ruolo di primo della classe".