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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 908
POZZALLO - 24/09/2014
Attualità - Una lettera accorata all’amministrazione comunale per un dietrofront

Diversamente abili "messi alla porta" a Pozzallo

Il servizio di riabilitazione non sarà più disponibile Foto Corrierediragusa.it

Lettera accorata alla giunta comunale per rivedere la propria posizione sulla mancata erogazione dei servizi per i disabili, nei locali del Csr in via Volta, il cui servizio sarà sospeso il prossimo 21 ottobre. La missiva è stata inviata da un numero corposo di famiglie pozzallesi le quali usufruiscono dei servizi di terapia riabilitativa per i disabili. Da metà ottobre, chi vorrà continuare, dovrà recarsi presso una struttura di Modica. A Pozzallo, difatti, il servizio non sarà più disponibile in seguito alla scadenza contrattuale del comodato d´uso dei locali. Nonostante le continue proposte fatte all’amministrazione comunale da parte del presidente del Csr, Salvatore Lo Trovato, atte a trovare una soluzione definitiva, a causa di conflitti tra l’Amministrazione comunale e il centro stesso, non si è riusciti a raggiungere un accordo fra le parti.

"Non è compito di queste famiglie – è scritto nella missiva - fare chiarezza su colpe e meriti. La nostra unica preoccupazione è ricevere con continuità le terapie riabilitative per il bene dei nostri figli ed è questo che ci si attende che faccia codesta Amministrazione comunale. Il disagio causato alle famiglie è inquantificabile e altrettanto inquantificabile è l’indignazione che emergerebbe qualora non venisse garantita la continuità del servizio erogato. Centinaia di bambini disabili hanno ricevuto e ricevono tuttora un servizio di alta qualità grazie alla professionalità del personale del Csr. Ci si aspetta pertanto da questa amministrazione comunale che non solo venga garantita la continuità delle attività riabilitative – continua la missiva - ma pretendiamo che si impegni affinché gli organi competenti potenzino il servizio finora erogato".

Nessun allarmato pessimismo, comunque, aleggia nel gruppo di firmatari in quanto "Siamo fiduciosi – dicono ancora nella missiva - nella correttezza e nel grande senso di responsabilità che deve necessariamente albergare nelle menti e nei cuori di chi governa la cosa pubblica. Questo servizio ci è dovuto. I nostri figli non meritano, oltre al danno anche la beffa, di essere trattati come merce di scambio per l’ottenimento di questo o di quel consenso politico. Questo servizio è un diritto e, pertanto, non ci fermeremo dinanzi ad alcun diniego o mancata erogazione. I nostri figli non si toccano".