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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 852
POZZALLO - 15/09/2014
Attualità - La terribile storia agli operatori dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim)

Morte 500 migranti: aperto fascicolo

L’ultimo saluto ai migranti giunti sulla banchina commerciale del porto di Pozzallo lo scorso 24 agosto Foto Corrierediragusa.it

Un fascicolo contro ignoti per strage è stato aperto in queste ore dalla procura di Catania per l´agghiacciante e crudele episodio verificatosi nel Mediterraneo, dove più di 500 persone sono morte a largo delle coste libiche per non aver rispettato la decisione di alcuni scafisti che avevano chiesto ai migranti di passare da una barca ad un´altra: pare che il natante sia stato affondato di proposito, speronato dagli scafisti senza scrupoli che poi sono rimasti a guardare i disperati che annaspavano in mare. L´Unione Europea, indignata, come riportato dalle agenzie ha definito questa incredibile vicenda senza mezzi termini come un "omicidio di massa". A raccontare questa terribile storia agli operatori dell´Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) in Sicilia sono stati i due sopravvissuti di nazionalità palestinese, due ragazzi fuggiti da Gaza e andati in Egitto a inizio settembre, soccorsi in alto mare dal mercantile panamense «Pegasus» e portati a Pozzallo sabato scorso. La notizia del naufragio era emersa sabato mattina, ma si pensava che a bordo ci fossero una trentina di persone e l´ultimo bilancio era di due morti e 12 in salvo fra cui due bambini. Ben diverso il quadro proposto dall´Oim. La stessa organizzazione parla di "naufragio più grave degli ultimi anni. Un episodio particolarmente grave – è scritto in una nota ufficiale - in quanto non si tratterebbe di un incidente, ma di un omicidio di massa, perpetrato da criminali senza scrupoli né alcun rispetto per la vita umana".

In 500 sarebbero partiti dal porto di Damietta, in Egitto, lo scorso sabato. Interi nuclei familiari a bordo di una carretta del mare. La vicenda ha preso una brutta piega quando gli scafisti hanno chiesto ai migranti di lasciare un´imbarcazione ritenuta sicura per passare ad una considerata precaria. Molti hanno cominciato a protestare. Fino ad arrivare alle mani. Innervositi, gli scafisti hanno speronato il barcone fino a farlo inabissare.

Ancor più orrenda è la testimonianza di un superstite minorenne che ha riferito di un minore egiziano morto annegato, il quale era partito con un solo obbiettivo: portare soldi a casa per il padre malato di cuore. Il secondo ragazzo palestinese, che era riuscito a restare a galla grazie al giubbotto di salvataggio che aveva addosso, è stato salvato poco dopo. I mezzi di soccorso maltesi e greci intervenuti nel frattempo nell´area avrebbero trovato e salvato altri 9 migranti facenti parte dello stesso gruppo.

Alla luce di questi racconti l’Oim sottolinea come il bilancio di vittime di queste ore nel Mediterraneo sia davvero pesante, in quanto è di ieri la notizia di un altro grave naufragio con oltre 200 dispersi avvenuto domenica al largo della Libia, e di un altro incidente con vittime di fronte alla costa egiziana. Sarebbero, quindi, 700 le persone morte in mare in questi ultimi giorni. "Questi tragici eventi – riferisce l´Oim - dimostrano come da una parte sia necessario che le operazioni di soccorso in alto mare continuino a essere svolte in acque internazionali, così come fa Mare Nostrum, e dall´altra quale sia il grado di aberrazione raggiunto dai trafficanti, che quest´anno fanno viaggiare i migranti su barche sempre più fatiscenti e sovraffollate, causando in modo diretto o indiretto la morte di migliaia di persone. L’Oim si appella alla comunità internazionale affinché si adoperi in modo efficace per fermare questi criminali, che devono essere identificati e perseguiti. Allo stato attuale l´unico modo per rendere impotenti queste organizzazioni è cominciare ad aprire canali legali di entrata in Europa per tutte quelle persone, uomini, donne, bambini, che fuggono dai loro paesi in cerca di protezione".

I FUNERALI DEI 18
Si sono svolti lunedì pomeriggio i funerali dei 18 migranti morti, giunti sulla banchina commerciale del porto di Pozzallo lo scorso 24 agosto. Il momento di preghiera multi-religioso si è svolto all´interno del cimitero comunale celebrato da monsignor Angelo Giurdanella, vicario foraneo della diocesi di Noto, don Michele Iacono e dall´Imam di Scicli. Alla funzione religiosa hanno partecipato, tra gli altri, il prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè, i sindaci di Pozzallo, Scicli e Modica, il vicesindaco della città di Chiaramonte Gulfi, oltre ai vertici delle forze dell´ordine. Dinanzi alle 18 bare, dopo un momento di preghiera islamica, monsignor Giurdanella ha celebrato un sobrio rito funebre durante il quale è stata pronunciata una omelia che ha evidenziato come si debba porre fine a questa immane strage di vite umane. Pensiero condiviso anche dall´esponente di fede islamica che ha ribadito, ai microfoni dei giornalisti presenti, di augurarsi che tragedie del genere non si ripetano mai più. "Le esequie - ha detto Vardè dopo la cerimonia - rappresentano il commosso gesto di solidarietà nei confronti di queste persone da parte di un territorio che, in questi mesi terribili, non si è mai sottratto a quel dovere dell´accoglienza, insito nella nostra stessa umanità".

Un solo migrante sarà tumulato all´interno del cimitero di Pozzallo, gli altri saranno destinati ad altri cimiteri della provincia di Ragusa. Pochissimi i pozzallesi presenti. Stessa identica vicenda verificatasi per il funerale delle 48 vittime, lo scorso 23 luglio. In quell´occasione, nei pressi della Capitaneria di porto, un numero esiguo di pozzallesi diedero il loro ultimo saluto alle salme. Da rimarcare il fatto che, nella giornata di ieri, era stato proclamato dal primo cittadino di Pozzallo, Luigi Ammatuna, il lutto cittadino. Il lutto cittadino prevede, tra l´altro, l´abbassamento delle serrande di tutti gli esercizi commerciali, delle imprese e delle attività artigianali in concomitanza con le cerimonie funebri, alle ore 17. Dalle ore 16, ad onor del vero, molte attività commerciali erano già aperte. Molti esercenti sono stati incuranti della comunicazione trascritta sul sito istituzionale del Comune e di cui erano a conoscenza. Un segno (tristissimo) dei nostri tempi.

IN 300 FUGGITI DA COMISO
Oltre 300 migranti sono fuggiti nella notte tra sabato e domenica dalla masseria di contrada Cifali a Comiso adibita a centro di accoglienza temporanea. I profughi erano stati alloggiati nella struttura allestita alla bisogna a fronte della chiusura del centro di prima accoglienza del porto di Pozzallo in attesa del rinnovo della convenzione tra il comune marinaro e la Prefettura. I migranti sono scappati approfittando della blanda sorveglianza della masseria dovuta all’organico ridotto delle forze dell’ordine. Nonostante l’allarme lanciato subito dopo la fuga, i 300 clandestini sono riusciti ad allontanarsi, facendo perdere le tracce dopo essersi divisi in piccoli gruppi ora sparsi per tutto il territorio ibleo e non solo. Le ricerche da parte delle forze dell’ordine sono in corso, anche perchè la maggior parte dei fuggitivi non era stata ancora identificata nelle normali operazioni di fotosegnalamento. Intanto è stata rafforzata la sorveglianza nella masseria dove restano ospitati circa 70 migranti che non si erano uniti ai fuggitivi.

Pare che la Prefettura, vista la situazione di emergenza, stia per emettere una ordinanza che vieti sbarchi a Pozzallo almeno fino a mercoledì. Intanto oggi, sempre nella cittadina marinara, i funerali delle ultime vittime dei viaggi della speranza.

LO SBARCO DEI 386
Notte di lavoro per gli uomini della Capitaneria di porto. Sono giunti sulla banchina di riva del porto di Pozzallo qualche minuto dopo la mezzanotte 386 migranti, eritrei, somali, siriani e sudanesi. L´ennesimo sbarco si è verificato grazie all´intervento della nave mercantile «Pegasus», battente bandiera panamense, la prima a rispondere all´appello lanciato della Centrale Operativa di Roma. I migranti hanno chiamato telefonicamente la centrale romana con un telefono satellitare giovedì mattina e subito sono iniziati i soccorsi da parte delle navi militari impegnate nell´operazione «Mare Nostrum». Dopo averli presi a bordo, la nave "Pegasus" ha cominciato a dirigersi verso il porto di Pozzallo. Durante la navigazione, sono stati avvistati due uomini in mare, recuperati dall´equipaggio del mercantile. Per uno dei due migranti si è resa necessaria un´evacuazione medica da parte del personale dell´elicottero della Guardia Costiera AW 139, che a bordo aveva anche un medico del Cisom, il Corpo italiano di soccorso dell´Ordine di Malta. Il migrante, adesso, è ricoverato a Catania. Sul posto anche un aereo Atlantic della Marina Militare e di un aereo Atr della Guardia Costiera, impegnati a perlustrare le acque marine. L´aereo della Guardia Costiera ha individuato alcune persone in acqua ed ha, quindi, lanciato la zattera di salvataggio in dotazione.

Gli uomini si sono diretti sulla zattera e dopo poco sono stati presi a bordo da un mercantile. Quest´ultimi migranti sono ricoverati presso una struttura ospedaliera dell´isola di Creta.

A Pozzallo, sono state due le fasi di sbarco dei migranti. La prima qualche minuto dopo la mezzanotte e la seconda ieri mattina. In prima battuta, sono stati 243 i migranti sbarcati. Il resto, con le operazioni di trasbordo concluse alle ore 9,30 circa. Lo stop è stato dovuto, così come riferito dai militari della Capitaneria di porto di Pozzallo, all´ora tarda e alla difficoltà di trasbordare persone sulla terraferma. I migranti sono 235 uomini, 62 donne, 72 minori maschi e 17 minori femmine. Diversi migranti hanno dovuto ricorrere alle cure ospedaliere: 2 donne incinte sono state trasferite all´ospedale «Maggiore» di Modica, altre 2 donne incinte in un ospedale di Ragusa, una donna è scesa a terra con problemi di deambulazione ed è stata trasferita a Ragusa. Due uomini sono stati trasportati a Ragusa per problemi di diversa natura.

Tutti i migranti sono stati trasferiti a Comiso, dove resteranno presumibilmente 24 ore. E´ già previsto, difatti, un trasferimento presso altra sede, così come trapela dalla Prefettura di Ragusa.

NUOVA TRAGEDIA A MALTA
Intanto un battello con un numero imprecisato di migranti e´ naufragato a 300 miglia a sud-est di Malta, in acque internazionali di competenza de La Valletta per le operazioni di ricerca e soccorso. Sono stati recuperati due cadaveri e dodici superstiti, tra i quali due bambini. A bordo, secondo il racconto dei sopravvissuti, c´erano una trentina di migranti.

I naufraghi sono stati soccorsi dalla nave mercantile Pegasus, battente bandiera panamense, che incrociava nella zona due uomini in mare mentre stava soccorrendo il barcone con 386 migranti poi sbarcati a Pozzallo. Durante la navigazione, sono stati avvistati due uomini in mare, recuperati dall´equipaggio del mercantile. Per uno dei due migranti si è resa necessaria un´evacuazione medica da parte del personale dell´elicottero della guardia costiera AW 139, che a bordo aveva anche un medico del Cisom, il Corpo italiano di soccorso dell´Ordine di Malta.