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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 930
POZZALLO - 12/09/2014
Attualità - Dipendenti in stato di agitazione

Chiude il centro di prima accoglienza di Pozzallo

Il Comune di Pozzallo e la Prefettura di Ragusa non hanno trovato l’accordo per la nuova convenzione Foto Corrierediragusa.it

Chiude il centro di prima accoglienza (foto). Non per motivi prettamente igienici e neanche per qualche cavillo legale. Il centro chiude perché, da una settimana e mezza, il Comune di Pozzallo e la Prefettura di Ragusa non hanno trovato l´accordo per la nuova convenzione. Troppo divario fra gli 80 euro che sono stati spesi fino all´ultimo giorno di agosto e i 35 euro (comprensivi di iva) che il ministero dell´Interno intende dare per la sistemazione e la cura dei migranti. In questi «pochi» soldi, il Comune dovrebbe garantire pasti e la pulizia dei locali, più un´infinita serie di servizi resi agli ospiti che giungono dall´Africa e dal medio Oriente.

Non solo. I dipendenti della cooperativa che lavorano all´interno dei due centri sono pure in stato di agitazione. Chiedono che nessuno perda il posto di lavoro. Dentro il centro, ad onor del vero, lavorano un centinaio di persone, con orari differenti. Decisamente troppi rispetto ad altri centri di accoglienza dove, nella maggior parte dei casi, lavorano dalle 30 alle 50 persone.

Nei giorni scorsi, il Prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè, aveva chiesto al sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, di formulare una proposta che non si discosti molto dalle 35 euro ministeriali. La proposta, stando a quanto riferito, sarebbe arrivata sul tavolo del prefetto, il quale, a sua volta, l´avrebbe girata al ministero dell´Interno. Dalle informazioni raccolte a palazzo La Pira, pare che si voglia mettere a rendiconto i prossimi due mesi (fino al 31 ottobre) per poi firmare la nuova convenzione. Qualsiasi sia la spesa, per i prossimi due mesi, salvo poi mettersi a «dieta» dal primo novembre. Maggiore rigore che equivale a mandare a casa qualche psicologo, qualche medico, qualche mediatore linguistico, insomma il personale ritenuto in eccedenza. Totale, una cinquantina di posti tagliati e minori costi per la macchina messa in piedi dalla Prefettura iblea.

Bisognerà attendere le fatidiche 24/48 ore per ottenere una risposta dal ministero a questa «contro-proposta» formulata dal primo cittadino. A questo si aggiunga che le ditte vincitrici dei vari appalti (pasti, pulizia, ecc.) hanno detto sì ad una riduzione del 5% sulle direttive contrattuali. Questa soluzione «salverà», salvo sorprese, il centro di prima accoglienza dalla chiusura, con la firma che arriverà, molto probabilmente, a breve dopo un lungo «tira e molla» fra l´ente comunale retto da Ammatuna e la Prefettura.

All´interno del centro di prima accoglienza del porto, ieri, vi stavano solo alcuni minori. Una situazione di assoluta calma come non se ne vedeva da tempo. A Comiso, il centro è vuoto. Ieri, gli ultimi 12 migranti sono stati trasferiti presso altra sede. In questa emergenza quotidiana di continui sbarchi (a Pozzallo, gli arrivi di migranti solo per il 2014 hanno toccato quota 28 mila migranti circa), tenere il centro di prima accoglienza di Pozzallo chiuso non giova davvero a nessuno.


GNAM!
12/09/2014 | 13.56.56
Gianni

Il magna magna sta per finire? il business dei profughi si sposta altrove? L´Africa è grande...