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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 866
POZZALLO - 02/09/2014
Attualità - I residenti di via Mazzini e non solo sono passati alle vie di fatto

Amianto nello stabilimento "Giuffrida" a Pozzallo

I cittadini che hanno sottoscritto la denuncia ricordano come l’amianto è causa di molte malattie
Foto CorrierediRagusa.it

Un esposto per denunciare la presenza dell´amianto all´interno dello stabilimento «Giuffrida» (foto). E´ quanto hanno sottoscritto decine di persone residenti in via Mazzini (e non solo), il luogo dove da molti anni è abbandonato al suo destino il vecchio rudere. Le stesse persone hanno più volte sollecitato le istituzioni locali per venire a capo dell´annosa questione, senza però ottenere mai risposta. Stanchi di dover solo guardare, molti cittadini sono passati alle vie di fatto, raccogliendo le firme e inviando il tutto (fotografie comprese) sia alle forze dell´ordine sia al direttore del dipartimento di prevenzione dell´Asl di Ragusa. Per conoscenza, la denuncia è stata inoltrata anche al primo cittadino di Pozzallo, Luigi Ammatuna, e al comandante dei vigili urbani del Comune rivierasco.

"Giace abbandonato e pericolante da anni – è scritto nell´esposto – un vecchio prefabbricato chiamato «Distilleria – F.lli Giuffrida» che, in maggior parte, è composto, sia nella tubatura che sui tetti dei capannoni, da diverse lastre e materiali di eternit in evidente stato di sfaldatura. Oltre ciò, vi sono anche numerosi rifiuti di varia natura e sterpaglie facilmente infiammabili che nessuno si preoccupa di far rimuovere. Tutto ciò causato dall´evidente stato di abbandono e dall´assenza di controlli e di misure precauzionali. Tale situazione crea una situazione di pericolo oltre che di angoscia nei confronti della popolazione, in particolare per coloro che vivono nelle immediate vicinanze, in quanto sono più esposti – si legge ancora nella denuncia – al contatto con le fibre di amianto e fra cui sono già comparsi casi sospetti di malattie nella zona".

I cittadini che hanno sottoscritto la denuncia ricordano come l´amianto è causa di molte malattie. L´asbestosi è stata la prima malattia professionale amianto-correlata riconosciuta dall´Inail. Dal 1994 sono altresì tabellate come tali anche il mesotelioma (pleurico, pericardico e peritoneale) ed il carcinoma polmonare. L´invito è rivolto al sindaco Ammatuna, il quale dovrebbe farsi carico in tempi rapidi della situazione e far rimuovere quanto prima l´amianto. "Se entro pochi giorni nessuno ci darà risposta – fanno sapere coloro che hanno firmato l´esposto – ci rivolgeremo all´autorità giudiziaria".

Lo stabilimento, è bene ricordarlo, non è comunque di proprietà dell´ente comunale. L´ex opificio è attualmente di proprietà di una famiglia ispicese, comprato negli anni Ottanta con l´auspicio di farlo diventare un residence. Anni dopo, un vincolo da parte della Sovrintendenza ai Beni culturali ed Ambientali di Ragusa bloccò ogni cosa. L´immobile rientra tra i beni di archeologia industriale. Risultato: da anni tutto è fermo. Intanto la struttura è diventata un pericolo pubblico.