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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 887
POZZALLO - 22/06/2014
Attualità - Occhiello non disponibile

Molti migranti non vogliono più andar via da Pozzallo

Gli unici in partenza dal centro di prima accoglienza di Pozzallo sono stati coloro che hanno deciso autonomamente di lasciare l’ex Dogana Foto Corrierediragusa.it

Tutto (quasi) fermo. Da due settimane circa, gli unici in partenza dal centro di prima accoglienza di Pozzallo sono stati coloro che hanno deciso autonomamente di lasciare l´ex Dogana. Poche unità, a dire il vero. Stesso discorso per il centro di Comiso. Ci sono, difatti, 695 persone da sfamare tutti i giorni, rinchiusi nei due centri (365 a Comiso, 330 a Pozzallo). Situazione ancor più critica se si pensa che a molti migranti è stato consegnato un documento che permette loro di transitare per il territorio nazionale. Nulla da fare. Non se ne vogliono andare. Malesi e ghanesi, in particolar modo.

E comincia anche l´esodo pomeridiano fuori dalla struttura pozzallese. Uscire nelle ore più assolate per farvi ritorno quando cala il sole. Il timore è quello di vedere le stesse scene viste gli scorsi anni. Ad oggi, è giunta la notizia di qualche migrante che bussa alle porte dei cittadini pozzallesi chiedendo acqua, qualche sigaretta e, nella peggiore delle ipotesi, anche qualche soldo. Nei giorni scorsi, massiccia si è fatta la presenza di molti giovani africani per le vie della città. Minori non accompagnati che dovrebbero rimanere all´interno della struttura portuale ma che, non si sa per quale motivo, «godono» invece di un permesso per uscire dalla struttura.

Altro problema è quello igienico. La struttura di Comiso, ad esempio, ha 7 docce e 11 servizi igienici. L´autobotte che «spurga» i servizi igienici è chiamata 4 o 5 volte al giorno. Situazione quasi simile a Pozzallo dove il numero di servizi igienici è di poco aumentato. "Una situazione insostenibile – fanno sapere alcuni volontari della Protezione Civile – dove c´è il rischio anche di prendere qualche malattia. Non si finisce di igienizzare i servizi igienici che già, dopo qualche minuto, i bagni sono nuovamente da pulire. Cosa ancora più grave è quando i migranti sono in numero superiore alla capienza prevista, come oggi. Difficile gestire il tutto. Speriamo che possano essere trasferiti prima possibile".

A pochi giorni dall´arrivo del ministro Angelino Alfano, si poteva pensare che questa fase di stallo si potesse facilmente superare. Invece, nel corso di questa settimana, sono stati davvero in pochi a lasciare i due centri di prima accoglienza. E non perché trasferiti con pullman presso altri sedi. I migranti hanno lasciato le due strutture volontariamente, senza una meta ben precisa. E le notizie che giungono, di nuovi barconi che stanno per giungere in Sicilia, non lasciano presagire nulla di buono.