Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 928
POZZALLO - 24/04/2014
Attualità - Parla il direttore delle Campagne di Greenpeace Alessandro Giannì

"Vega B", la versione dei fatti di Greenpeace

Secondo gli ecologisti "Sarà estratto del bitume, con capacità di recupero, se dovesse succedere un disastro, davvero miserrime" Foto Corrierediragusa.it

"Sono convinto che il territorio potrà trarre innumerevoli vantaggi dalla nuova piattaforma. Sia in termini di occupazione diretta sia nell’indotto". Così disse l´attuale sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, dopo aver tolto la propria firma dalla richiesta di sospensione delle autorizzazioni per la Vega B. Dichiarazione resa nel febbraio dello scorso anno. Sono solo due, invece, i posti di lavoro disponibili per la Vega B, la piattaforma che presto inizierà a perforare il sottosuolo marino alla ricerca di nuovi giacimenti petroliferi, a largo delle coste iblee. La denuncia arriva dal direttore delle Campagne di Greenpeace, Alessandro Giannì (foto), il quale, in una nota, torna a puntare il dito contro il governo siciliano e al silenzio che sta ruotando attorno a tutta questa vicenda. "Solo due posti di lavoro – dice Giannì – Due tecnici specializzati che l´Edison, o chi per loro, farà arrivare non certo da Pozzallo. Sarà assunto, inoltre, qualche marittimo che servirà per l´indotto, ma scordatevi i «milioni» di posti di lavoro promessi dal sindaco di Pozzallo. Sono solo favole. La Vega B sarà automatizzata, al massimo saranno accontentati due o tre marittimi pozzallesi che lavoreranno nell´indotto".

Giannì alza l´asticella anche nei confronti dei comuni siciliani che, due anni fa, hanno firmato la campagna per dire «no» alle trivelle a largo. "Che fine hanno fatto i sindaci – continua Giannì - gli operatori turistici, coloro che si battono per il territorio e per il turismo, che due anni fa sono saliti sul carro di Greenpeace, salvo poi scendere quando l´onda mediatica si è esaurita. Noi possiamo fare tutte le battaglie di questo mondo, ma se i sindaci e i deputati regionali che hanno detto di no e poi si sono eclissati, si nascondono perché o hanno degli interessi specifici o per menefreghismo, che colpa abbiamo noi? Un appello? Al sindaco di Pozzallo che cambi idea, visto che, ad oggi, non l´avrà cambiata. A tutti quelli che pensano che il turismo sia una risorsa, che si facciano sentire. In maniera chiara. Al presidente Crocetta, che ci dia un cenno. In campagna elettorale, tutti ecologisti. Una volta al potere, tutti che cambiano idea. Crocetta è scomparso". Sulle coste siciliane sono già undici i permessi di ricerca concessi, mentre diciotto istanze sono ancora in attesa di valutazione: si va dalle spiagge dorate di Marsala e Sciacca, fino ai mari dell’isola di Pantelleria e di Favignana.

E il petrolio? "Ma quale petrolio! - dice ancora Giannì – Sarà estratto del bitume, con capacità di recupero, se dovesse succedere un disastro, davvero miserrime. Finiamola col dire che la Vega B estrarrà petrolio e smettiamo di dire che ci sono riserve per molti anni. Si attivino, invece, le istituzioni, adesso, in modo che non ci si venga a dire un giorno «Ma Greenpeace dov´era?». Tirare giù un impianto come le trivelle non è cosa da poco".