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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 971
POZZALLO - 21/03/2014
Attualità - Operativa la macchina della Protezione Civile. A bordo di uno dei baarconi anche un morto

Presi i 3 scafisti dello sbarco da record

Tre diverse navi hanno soccorso tredici barconi nel Canale di Sicilia dirigendosi poi verso la città marinara iblea Foto Corrierediragusa.it

La Polizia di Stato, i carabinieri e la Guardia di Finanza hanno fermato a Pozzallo tre tunisini, Ben Ali Ali, 48 anni, Abd El Hafedh, 51 anni e Ben Mbarek Kamel, 32 anni, accusati di essere gli scafisti di tre imbarcazioni cariche di migranti partite dalle coste libiche verso l´Italia tra il 19 e il 20 marzo scorsi. I natanti con i profughi erano stati soccorsi dalla marina militare e le persone sono state portate a Pozzallo. Sono stati gli stessi migranti a indicare chi manovrava le imbarcazioni con uomini, donne e bambini per un totale di 1028 persone. Tutti sono stati soccorsi e sono stati approntati subito i primi interventi sanitari di controllo. I medici non hanno riscontrato particolari casi. I migranti sono arrivati in modo scaglionato alle banchine del porto: 482 a bordo della nave militare Euro, altri 385 sull’altra nave militare Cigala ed ancora 78 e 108 su due navi mercantili. Tra i circa 400 migranti soccorsi durante la notte dalla nave anfibia San Giusto c´era anche una persona con grave insufficienza respiratoria, causata dall´inalazione di vapori di idrocarburi nel barcone in cui viaggiava, e un cadavere. Entrambi sono stati evacuati con l´elicottero che li ha trasportati a Catania.

La causa del decesso è da attribuire ´a intossicazione da esalazioni di vapori di idrocarburi. Tutta la macchina organizzativa della Protezione civile sotto il coordinamento della Prefettura e dello stesso Prefetto, Annunziato Vardè, che è stato impegnato in prima persona, si è messa in moto visto il numero dei migranti approdati a Pozzallo.

E´ stato previsto di sfruttare per l´accoglienza le potenzialità del centro di primo soccorso di Pozzallo. "Sono in attesa – ha proseguito il prefetto – di indicazioni da parte del Ministero dell’Interno per verificare se e quanti posti potranno essere disponibili nei Cara e negli Sprar in tutta Italia per un immediato trasferimento. Per quelli che non riusciremo a sistemare al centro di primo soccorso a Pozzallo o in altri centri nazionali che accolgono gli immigrati, troveremo soluzioni provvisorie. Già stiamo facendo diverse ipotesi su cui mi riservo di dare successive indicazioni».


A casa dei politici!
19/03/2014 | 22.09.32
Graziano

A posto siamo, arriva il bel tempo, e arrivano gli sbarchi, adesso fra poco inizia la stagione estiva e riempiranno di nuovo le strade di Pozzallo liberi di fare tutto quello che vogliono, allo schifo non c´è mai fine!
Altro che soluzione, la soluzione è IL RIMPATRIO IMMEDIATO, invece di tenerli "ospiti"!