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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1228
POZZALLO - 17/05/2008
Attualità - Pozzallo - Schiamazzi e auto che sfrecciano nella notte

Pozzallo: Il rettilineo della paura

Il quartiere 167 e già stato soprannominato "Bronx" Foto Corrierediragusa.it

Schiamazzi e macchine che sfrecciano lungo il rettilineo stradale (nella foto), il tutto davanti ad una postazione del 118 e, soprattutto, in orario notturno, quando le ombre della notte nascondono l’azione vigliacca di qualche delinquente.

I cittadini, residenti delle case popolari, non ce la fanno più. Vari i fattori che turbano i sonni dei cittadini: rumori di motorini, citofoni suonati nel mezzo della notte e risvegli tra bottiglie di vetro spaccate sulle strade e altri danneggiamenti all’arredo urbano.

Pare che il quartiere 167, quello dello Iacp, sia diventato il luogo di ritrovo dei «nuovi vandali» che, con l’arrivo del caldo e della scuola che sta per finire, trascorrono ore notturne lontano dal centro, lontano dalle ronde notturne dei carabinieri (poco presenti, a sentire i residenti del posto), e, in particolar modo, lontano da occhi indiscreti.

Il sindaco di Pozzallo, Peppe Sulsenti, nei vari incontri sull’ordine pubblico della città marittima, ha posto sempre l’attenzione sulla sicurezza del quartiere, chiedendo varie volte alla Questura di Ragusa e forze dell’ordine che si potenziasse il piano di controllo del territorio, ricevendo solo rassicurazioni verbali. Risultati, però, quasi nulli.

E i cittadini? Hanno paura. ? inutile chiedere loro di prendere un tavolo per raccogliere le firme da portare al questore, le azioni isolate vengono mal viste da chi ha soprannominato il quartiere, il «Bronx» di Pozzallo. Neanche la costruzione di una chiesa, nelle vicinanze della «167», che doveva servire anche per dare un luogo di «sfogo» ai giovani, è servita più di tanto. Dovevano «portarci» le suore, dentro la Chiesa Madonna della Fiducia, ma pare che non se ne farà nulla. A quanto pare, anche la diocesi di Noto si è dimenticata del «167».

Vogliamo parlare, poi, della postazione del 118? Il turno notturno, dentro la struttura pubblica, è vietato ai deboli di cuore. Fra chi vuole una siringa per il «buco» (e pare che ne vengano pure da fuori città!) prontamente respinto, a chi occupa il posto adibito per l’autoambulanza, facendo arrabbiare, e non poco, infermieri e dottori del presidio medico. Infine, quello che fa più disperare è sicuramente il lungo rettilineo che introduce all’abitato, per chi viene da Ispica.

D’estate, nel cuore della notte, viene «usato» come circuito per gare di motori. Con grave rischio (è anche successo in passato) per la stessa autoambulanza, che si ritrova a soccorrere i degenti portati al 118 con ovvia difficoltà. Che fare, allora? Maiolino (consigliere comunale Sinistra Democratica) ha le idee chiare:

"Bisogna restituire la dignità a questo quartiere e ai cittadini che lo abitano ?dichiara il consigliere comunale - L’anno scorso feci un’interrogazione per chiedere degli interventi concreti, mai arrivati. Una definitiva sistemazione urbanistica e una maggiore e costante presenza delle forze dell’ordine sono il punto di partenza. La riqualificazione va fatta attraverso una programmazione annuale degli interventi, affinché non esistano quartieri di serie A e altri, come questo, di serie B".

La volontà di denunciare, inoltre, da parte di chi vuole uscire dalla mediocrità, stride con la mancata volontà di chi dovrebbe salvaguardare l’incolumità dei cittadini.

"Denunciare? E perché mai? ? si domanda un signore che ha preferito non dare gli estremi ? per poi ritrovarsi con i «vandali» che ti devastano la vita? Invito pubblicamente il questore di Ragusa a vivere tre o quattro giorni, qui, soprattutto di notte. Bello riempirsi la bocca di parole, i fatti, poi, li sappiamo solo noi. Appelli al buonsenso? ? del tutto inutile" la laconica risposta di chi vive tutti i giorni l’emergenza. Eppure, basterebbe qualche controllo in più e, magari, il potenziamento della stazione dei Carabinieri di Pozzallo. In vista dell’estate, il «Bronx» vuole ritornare ad essere solo il «167». Ci riuscirà?