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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1090
POZZALLO - 07/10/2013
Attualità - Che fine hanno fatto i 350mila euro promessi?

A rischio la messa in sicurezza del porto di Pozzallo

Lo denuncia il presidente provinciale della Cgil Giovanni Avola

La messa in sicurezza del porto è a forte rischio, lo denuncia il presidente provinciale della Cgil, Giovanni Avola. Secondo il sindacalista, non riuscire a rimodulare il finanziamento di 350mila euro, utile per coprire le spese degli studi propedeutici per l’appalto, equivale alla perdita dei 40 milioni per l´intera struttura portuale. Un danno incolacolabile che comprometterebbe inequivocabilmente il futuro del porto, a fronte di una somma esigua che la Regione Sicilia dovrebbe stanziare senza esitazioni. Ed invece, ancora nulla. Il sindaco Luigi Ammatuna, fra le altre cose, aveva ricevuto rassicurazioni, lo scorso luglio, da parte dell´assessore regionale alle Infrastrutture, Antonino Bartolotta, il quale ha garantito lo stanziamento dei 350mila in tempi celeri. A quanto pare, stando a quanto riferito da Avola, la somma dei 350mila euro non è stata ancora erogata. "Il drammatico appello lanciato dal sindaco Ammatuna – ha detto Avola - per l’appalto dei lavori per la messa in sicurezza ed il potenziamento delle banchine commerciali del porto di Pozzallo va raccolto e sostenuto, atteso che l’opera va realizzata entro il 2015. Non è possibile che la presidenza della Regione non riesca a rimodulare il finanziamento di 350 mila euro per coprire le spese degli studi propedeutici per l’appalto, rischiando di perdere quaranta milioni di finanziamenti europei. Saremmo al ridicolo".

Secondo Avola, non c´è altro tempo da perdere. "Il Sindaco indìca subito un incontro con la deputazione e i rappresentanti delle forze sociali e datoriali – la parole del sindacalista della Cgil - per creare una forte sinergia territoriale. Bisogna salvare il porto, certamente una delle quattro più importanti infrastrutture iblee. Solo una grande e unitaria espressione del nostro territorio può scuotere la sonnolenza e l’ignavia del binomio politico – burocratico palermitano".

Anche il 2013, stando ai numeri diramati dagli uffici della Capitaneria di porto, si sta chiudendo con tanti segni «meno» rispetto al traffico merci degli anni passati. Numeri allarmanti per una realtà portuale che necessita da anni di un serie rilancio ed una politica di promozione, spesso annunciata ma mai attuata.