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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1062
POZZALLO - 25/09/2013
Attualità - La banchina portuale resta occupata sine die

Operatori portuali in protesta per motonave

Si pensa di bloccare i lavori del porto per far sentire la propria voce Foto Corrierediragusa.it

Una protesta eclatante. Bloccare i lavori del porto per far sentire la propria voce. Dopo anni di «vessazioni» dovuti al fermo di diverse imbarcazioni presso il porto grande, gli operatori portuali dicono basta. "E´ intollerabile sopportare questa vicenda – dicono – Due navi restano ancorate al porto, poste sotto sequestro, e nessuno ha dato una data certa per il giorno del trasferimento ad altra sede portuale. Così, non può più andare. Siamo stanchi". Non è bastata la riunione presso la sede delle conferenze della Capitaneria di porto, presenti gli operatori portuali, il sindaco Luigi Ammatuna e il tenente Marco Tognazzoni. Nel corso della riunione, sindaco e Tognazzoni hanno tranquillizzato i presenti dicendo che si sta facendo di tutto per liberare la banchina ove è ormeggiata la motonave «Gold Star» (foto) e che presto la nave battente bandiera della Tanzania sarà trasferita altrove. Quando, però, non è dato sapere. Ecco che, a fine riunione, la decisione dei portuali ha trovato parere unanime.

La «Gold Star» è solo l´ultima arrivata ad aver acceso gli animi degli operatori. Altre imbarcazioni hanno reso la vita difficile a quanti hanno investito soldi nel porto. Navi poste sotto sequestro che sono rimaste ferme anche per più di quattro anni e mezzo (vedi la «Fortuna II») e che sono state più croce che delizia per chi al porto ci lavora.

La protesta, molto probabilmente, consisterà in un blocco che verrà effettuato grazie ad alcune gru che sono già sul posto. Si stanno studiando, inoltre, altre forme di protesta che impedirebbero l´accesso dei mezzi pesanti al porto grande. Tutte ipotesi, queste assieme ad altre, che saranno vagliate nelle prossime ore. Sarà, fanno sapere i portuali, una grande mobilitazione per far sentire definitivamente la voce di chi lavora al porto.

LA "GOLD STAR" NON SI MUOVE
Nessun trasferimento per la motonave semi distrutta dalle fiamme «Gold Star» al porto di Augusta. Almeno, non per ora. É quanto ha deciso l´Autorità portuale di Augusta in merito all´imbarcazione sequestrata per un carico di stupefacenti da parte della Guardia di Finanza. Una nota informativa, giunta negli uffici della Capitaneria di porto, specifica che l´area dove dovrebbe essere ubicata la nave, sarà interessata a breve da lavori di riqualificazione. Inoltre, la nave si aggiungerebbe ad altri relitti abbandonati che sostano da diversi anni all´interno dell´area portuale, in provincia di Siracusa. Un ingolfamento che non piace, al momento, ai vertici dell´Autorità portuale di Augusta. Pertanto, se di trasferimento si dovrà parlare, si dovrà attendere l´anno nuovo perchè, per quello in corso, l´imbarcazione resterà ancorata alla banchina del porto grande. "Quando la «Gold Star» andrà via? – dice il tenente della Capitaneria di Pozzallo, Marco Tognazzoni – Non c´è un giorno preciso per il trasferimento ad altra sede, almeno sull´immediato. L´unica certezza è che resterà ancora per diversi giorni ormeggiata al porto di Pozzallo. Da mettere nel conto che c´è anche un sequestro della nave dovuto al carico di stupefacenti. Appare difficile come la vicenda si possa sbloccare in tempi brevi".

La notizia, ovviamente, non è stata presa con molto entusiasmo dagli operatori portuali, i quali hanno intenzione di farsi sentire nei prossimi giorni con i vertici della Prefettura di Ragusa. Era stato proprio il Prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè, ad ascoltare le lamentele del primo cittadino, Luigi Ammatuna, in merito alla sosta forzata di due imbarcazioni sequestrate presso il porto. E a farsi promotore di una iniziativa per il trasferimento del relitto ad Augusta.

E´ bene ricordare che sono due le imbarcazioni poste sotto sequestro al porto, la «Gold Star», battente bandiera della Tanzania, e la «Osnam», posta sotto sequestro nello scorso aprile per un traffico di stupefacenti finito nel mirino della Guardia di Finanza. Venerdì scorso, una nave ha dovuto attendere a largo per ben 16 ore circa prima che si liberasse un posto e poter scaricare il materiale che trasportava. Un danno in termini economici che rischia ulteriormente di affossare il già messo in crisi comparto delle agenzie di navigazione (e non solo).