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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 881
POZZALLO - 18/07/2013
Attualità - Situazione critica al Centro di permanenza temporanea del porto

Pochi poliziotti per far fronte agli sbarchi: allarme Silp-Cgil

Il segretario provinciale del sindacato Giorgio Pluchino chiede che sia aumentato il numero di agenti

L´ultimo arrivato giunge dall´ospedale «Maggiore» di Modica, si chiama Nadir, la mamma è somala, ospite del centro di prima accoglienza e il neonato pesa due chili e mezzo circa. É nato l´altra notte, Nadir, e si va ad aggiungere a tutti gli altri immigrati che, da più di tre settimane, sono all´interno del Centro del porto. Un nuovo arrivo che ingrossa il già consistente numero di migranti in cerca di fortuna nel Belpaese ma che, ad oggi, si sono fatti notare più per le lunghe passeggiate nei pressi del quartiere Raganzino che per la «spasmodica» voglia di fare le valigie ed andarsene dalla città rivierasca. Le opportunità non mancano. Ogni giorno, tutti i migranti sono lasciati liberi di transitare per le vie di Pozzallo, salvo poi sperare che facciano perdere le proprie tracce, magari non presentandosi, in orario serale, al Centro. Qualcuno l´ha anche fatto. La maggior parte, però, preferisce rimanere a spese dello Stato. E i nuovi arrivi (leggasi gli sbarchi che stanno interessando questo lembo di sud-est siciliano) potrebbero ulteriormente creare disagi alle forze dell´Ordine.

Il segretario provinciale del sindacato Silp-Cgil, Giorgio Pluchino, chiede che sia aumentato il numero di poliziotti e carabinieri proprio perchè il centro sta diventando un´autentica babele di lingue e culture. Somali, egiziani, e chissà quanti altri ne arriveranno prima che finisca l´estate. E incrociando le dita, ancora nulla è successo. L´anno scorso, alcuni immigrati salirono sul tetto della struttura. Due anni fa, alcuni poliziotti finirono al pronto soccorso per alcune lesioni dovute a scontri con gli immigrati.

"Numerose persone – dice Pluchino - destinatarie di trattamenti molto diversi, si troveranno a convivere all’interno di una struttura già fortemente sovraffollata. Struttura, il Silp lo denuncia da giorni, realizzata con il fine del primo soccorso e per poter effettuare le immediate procedure a seguito di sbarchi, con una brevissima permanenza degli ospiti, che viene però ormai abitualmente utilizzata dal Ministero dell’Interno come «centro di smistamento», con svariate tipologie di «ospiti» e periodi di permanenza anche molto, troppo, lunghi. Potrebbe, ma non lo è, perché questi poliziotti, a causa delle ormai croniche carenze di organico, non possono che essere sottratti ad altri compiti, sporadicamente anche di «pronto intervento», penalizzando comunque, alla fine di una inesorabile catena, la cittadinanza incolpevole".

L’inadeguatezza del numero di donne e uomini della Polizia di Stato alle esigenze di questa provincia è ormai palese ed innegabile. "E stiamo parlando di personale di ogni qualifica – dice ancora Pluchino - dall’Agente al Funzionario. Tutti costretti indistintamente a lavorare sotto una pressione costante, sperando che non giunga l’ennesima «emergenza» ad aggravare ulteriormente la situazione".