Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 575
POZZALLO - 09/10/2012
Attualità - Ammatuna contro Floridia

Trivelle in mare, a Pozzallo posizioni agli antipodi

Intanto Ennio Ammatuna, figlio del sindaco, è fedele alla linea del partito, quindi contrario a quello che pensa il padre

Nel giorno in cui l´associazione ambientalista Greenpeace e 49 sindaci del comprensorio ibleo porteranno sul tavolo del ministro per l´Ambiente, Corrado Clini, qualcosa come 47 mila firme al fine di dire «no» alle trivelle nel mar Mediterraneo, stride fortemente la posizione del sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, con quella del presidente del Consiglio comunale, Gianluca Floridia, entrambi da cinque mesi alla guida amministrativa della città marittima. Ammatuna, in un primo momento, non ha voluto sentir parlare di nuovi giacimenti a largo delle coste di Pozzallo, poi ha cambiato idea.

Floridia e gli altri iscritti a Sel, invece, hanno sempre ribadito che le trivelle non sono la risposta ai problemi occupazionali del territorio né tantomeno ai problemi energetici dell´intera nazione. Un cambio di rotta da parte del primo cittadino che tanto clamore ha suscitato, provocando anche una reazione di sdegno da parte di Greenpeace, la quale ha chiesto conto e ragione del ripensamento.

"La mia posizione non cambia – dice Floridia - La linea del mio partito, Sinistra Ecologia e Libertà, è netta ed altrettanto chiara. Siamo contro le trivelle nel Mediterraneo. Lo abbiamo ribadito nel corso di diversi confronti anche con lo stesso sindaco di Pozzallo. Siamo convinti che esista un futuro sostenibile che non implichi un ricatto per l’ambiente".

Concetto, questo, ribadito anche dal gruppo consiliare di Sel in un comunicato dove è scritto che "la tutela della bellezza del nostro territorio, da non poter svendere per qualche posto di lavoro (qualche decina in tutto e a Pozzallo le unità lavorative si conterebbero sulle dita di una mano, come è dimostrato dagli attuali dati), deve avere la priorità su qualsiasi vantaggio economico per le multinazionali del petrolio che, pagando bassissime tasse su ricavi che poi vengono spesso investiti all´estero, hanno solo da guadagnare e nessun prezzo da pagare per l´utilizzo delle nostre risorse e delle nostre coste. Essendo sempre stati come forza politica dalla parte dei lavoratori, crediamo, oggi con maggiore certezza, che gli investimenti su nuovi modelli di sviluppo, che tengano conto delle forme energetiche rinnovabili ad esempio, siano la politica industriale più sicura per creare nuovi posti di lavoro e mantenere quelli attuali".

Per non parlare, poi, del figlio del sindaco, Ennio, candidato alle regionali proprio con Sel. Ennio Ammatuna, a sentirlo parlare, è fedele alla linea del partito, quindi contrario a quello che pensa il padre.

La pensa diversamente Ammatuna, il sindaco. "Dire si alle trivellazioni – ha detto il sindaco qualche giorno fa - non porta voti, soprattutto in questo periodo di campagna elettorale. Dopo essermi confrontato con le società civile, i sodalizi, ed avere ascoltato chi ha solcato i mari di tutto il mondo, ho cambiato la mia opinione sulle trivellazioni, ed oggi ritengo che quanto affermato dai rappresentanti di Greenpeace sia insufficiente per farmi cambiare opinione. Non si è parlato assolutamente di inquinamento, ma di cause potenziali di inquinamento, come terremoti o tempeste".

Assieme ai 49 sindaci, oggi, a Roma, davanti al ministro Clini, non ci sarà quello a cui l´associazione ambientalista Greenpeace teneva di più, ovvero il primo cittadino di Pozzallo. Da palazzo La Pira hanno assicurato, comunque, che non è stato prenotato alcun biglietto aereo per la Capitale, per la giornata odierna.