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POZZALLO - 26/09/2012
Attualità - Pare che non sia pervenuta alcuna nota scritta al Ministero dell’Ambiente

(Quasi) tutti i sindaci contro la "Vega B", ma a parole

Ci sono solo le firme apposte su un referendum promosso dall’associazione ambientalista (quasi 57 mila firme)

Dopo un’estate di proteste da parte di moltissime autorità politiche siciliane, che hanno aderito in massa all´appello di Greenpeace, pare che non sia pervenuta alcuna nota scritta al Ministero dell´Ambiente da parte dei 49 sindaci contrari allo sbarco della «Vega B». Solo note diffuse tramite gli organi di stampa, riferiscono dal ministero della Capitale, invece che inviare una dettagliata richiesta chiedendo che il territorio ibleo non fosse preso di mira. In poche parole, il Ministero dell´Ambiente potrebbe dare la Via (valutazione d´impatto ambientale) nonostante i sindaci del comprensorio ibleo (tranne Luigi Ammatuna) avessero fatto fronte comune per il «no» alle trivellazioni.

Ci sono solo le firme apposte su un referendum promosso dall´associazione ambientalista (quasi 57 mila firme). I funzionari del Ministero dell´Ambiente, di contro, avrebbero «gradito» che qualche sindaco ibleo avesse preso carta e penna e avesse documentato le richieste per il «No» alle trivellazioni. Nella scorsa giornata di lunedì, inoltre, sono scaduti i termini per la richiesta di obiezioni per la Via. In realtà, i termini sono elastici, visto che la Commissione Via-Vas è solita aspettare i ritardatari. E chissà se, entro sei mesi, qualcuno non possa esaudire le richieste che arrivano da Roma.

E´ bene ricordare che le concessioni petrolifere non le rilascia il Ministero dell’Ambiente ma quello dello Sviluppo economico, tramite l’Ufficio nazionale miniere idrocarburi e geotermia (Unmig). Al Minambiente, invece, tocca pronunciarsi sulla "Valutazione di impatto ambientale" della Vega B che Edison ed Eni vorrebbero costruire a pochi chilometri dalla Vega A.

Intanto, ieri, una nota diffusa da Greenpeace, a firma del direttore delle campagne dell´associazione, Alessandro Giannì, mette in cattiva luce il nuovo impianto di perforazione. "Abbiamo contestato le violazioni procedurali, l´assenza di timbri firme ed autori in alcuni documenti, l’incompletezza delle valutazioni di impatto ambientale, l’inesattezza delle valutazioni effettuate, i risicati margini di sicurezza della struttura – spiega Giannì - Riteniamo che il progetto metta in grave pericolo l’ambiente e l’economia (della pesca e del turismo, in primis) del territorio nonché le risorse e gli ecosistemi del mare. Queste preoccupazioni sono largamente condivise dai cittadini, dagli amministratori e dalle associazioni di categoria della Sicilia. Chiediamo, quindi, che venga negato il permesso ad operare ricerche ed emungimento di idrocarburi sia con indagini sismiche che con pozzi di trivellazione".

Infine, sull´incontro fra alcuni dirigenti dell´Edison e gli ambientalisti di Greenpace, promesso, nei giorni scorsi, dall´amministrazione comunale di Pozzallo alla collettività locale, Giannì ha replicato: "Spiacente – ha detto – ma non ne so nulla".