Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 720
POZZALLO - 31/07/2012
Attualità - Tappa del tour in mare in Sicilia denominato "U Mari nun si spirtusa"

"Meglio oro blu di oro nero": Greenpeace a Pozzallo

"La costa siciliana è in pericolo" dice Giorgia Monti, responsabile e portavoce della campagna «Mare» di Greenpeace Italia Foto Corrierediragusa.it

"Meglio l´oro blu dell´oro nero". Con questo slogan, è giunta al porto la barca a vela dell’associazione ambientalista Greenpeace, impegnata nei giorni scorsi in un lungo tour in Sicilia, denominato "U Mari nun si spirtusa", e che ha l’obiettivo di rendere pubblico quali sono i danni di una perforazione petrolifera, a largo delle coste.

Meglio l’oro blu, quindi, meglio il mare, con tutte le sue ricchezze (turismo, pesca, ambiente) piuttosto che l’oro nero, il petrolio, che alcune compagnie petrolifere, italiane ed estere, dovranno estrarre in modica quantità dal sottosuolo, con tutti i rischi possibili derivanti dalla trivellazione in ambiente marino, dai fanghi contaminati alle pericolose fuoriuscite di petrolio in mare. "La costa siciliana è in pericolo – dice Giorgia Monti – responsabile e portavoce della campagna «Mare» di Greenpeace Italia – La nostra associazione vuole fermare questo inutile scempio che il Canale di Sicilia subisce. Trentanove sindaci della fascia costiera siciliana hanno firmato per dire «no» a futuri investimenti nel Canale di Sicilia, fra cui il sindaco di Pozzallo, Ammatuna, fra i primi a rispondere al nostro appello. Noi lotteremo con tutte le nostre forze affinchè turisti, pescatori ed ambientalisti siciliani possano godere di un mare pulito".

Danni ingenti con bassissimo impatto economico per la popolazione siciliana. "Solo per questo motivo – ha detto la Monti – il popolo siciliano dovrebbe protestare. I danni rimarrebbero solo per chi vive in Sicilia". Ovvero, risorse petrolifere al «lumicino» visto che il Canale di Sicilia è molto più povero di petrolio rispetto a quanto viene estratto altrove. Le compagnie petrolifere, secondo la Monti, pagano un canone di affitto dell’area marina di 10 mila euro l’anno, una cifra irrisoria che spinge la compagnia petrolifera ad investire comunque in perforazioni. Si stima, infatti, che le compagnie abbiano pagato allo Stato italiano poco più di 48 mila euro (solo nel 2011) per una superficie estrattiva di quasi 700 chilometri quadrati.

Mal che vada per le compagnie petrolifere, l’investimento è stato sicuramente contenuto. A fronte, poi, di quello che le compagnie petrolifere italiane estraggono, i carburanti, alla pompa, restano fra i più costosi d’Europa allo stesso modo del petrolio che viene importato dai paesi arabi. Rischi incommensurabili per tutti se si venisse a creare quello che gli americani hanno vissuto sulla propria pelle con la piattaforma Deepwater Horizon, nel golfo del Messico, nel 2010. Le prospezioni sismiche su terraferma, come la tecnica del air gun in mare (onde d’urto), determinano infine una moria di animali intorno all’80% degli esseri viventi, in un raggio di 5 chilometri intorno ai centri dell’esplosione.

Nel Canale di Sicilia si è già propagata la febbre dell´oro nero: ventinove le richieste di esplorazione e ricerca, di cui undici già autorizzate. Il tratto di mare dove si trova la piattaforma «Vega» è uno di quelli maggiormente interessati: sull´area incombono ben tre permessi per cercare petrolio ed è in via di valutazione la perforazione di un pozzo esplorativo. Allo stesso tempo quest´area è determinante per la riproduzione di specie ittiche commerciali come il nasello e il gambero rosa.

Per fermare tutto, Greenpace, ieri mattina, a bordo della barca a vela Luna, di proprietà dell’associazione, e di altri natanti, si è accostata alla piattaforma «Vega», a dodici miglia dalla costa. Alcuni attivisti hanno messo in acqua uno striscione con la scritta «No alle trivelle nel Canale di Sicilia», segno simbolico della protesta.

Alla successiva conferenza stampa, presenti, oltre alla Monti, Luigi Tussellino, presidente Lega Navale Italiana – sezione di Pozzallo, valido aiuto per l’organizzazione dell’evento presso il porto, e il presidente del Consiglio Comunale, Gianluca Floridia, il quale ha firmato la petizione per chiedere al Ministero dell’Ambiente di tutelare il Canale di Sicilia. In piazza delle Rimembranze, solo oggi (dalle ore 17 alle ore 24) è possibile firmare contro le trivelle. Tutte le firme (di tutte le tappe del tour siciliano) saranno consegnate al ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, a settembre.


01/08/2012 | 11.17.43
Graziano

Io non capisco tanto accanimento nei confronti delle compagnie petrolifere, parlo da tecnico del settore delle perforazioni, e posso assicurare che in tutta la filiera del processo inerente al petrolio l´attività del drilling (perforazione ed estrazione) è quella piu sicura e "pulita" dal punto di vista ambientale, questo perchè i pozzi vengono intubati e sigillati, inoltre i fanghi di perforazione usati sono fanghi bentonitici, e la bentonite è argilla trattata, inoltre nel canale di Sicilia non sussistono i rischi del golfo del Messico, in quanto si opera in fondali meno profondi, basta vedere appunto la Vega Alfa, che opera da 25 anni e non ha mai sversato un litro di petrolio in mare. Perchè non ci si accanisce invece contro le raffinerie? Basta fare un giro per le coste del siracusano per sentirne gli effetti, eppure li nessuno batte un colpo in difesa dell´ambiente! Proprio la raffinazione è il processo piu inquinante.
Non possiamo negarlo, siamo dipendenti del petrolio, e non possiamo farne a meno, (riscaldamento, polimeri ecc.) tanto vale avere dei risvolti positivi, e allora mi chiedo perchè non approfittare delle compagnie petrolifere, imponendo loro che almeno la Sicilia visto che oltre alla ricerca deve farsi carico dell´inquinamento della raffinazione NON ABBIA DIRITTO A SCONTI SUI CARBURANTI? E´ su questo che bisogna battersi, visto che le copncessioni vengono date in cambio di ryaltees "ridicole". Non dimentichiamoci che siamo "il culo" dell´Europa!