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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:36 - Lettori online 1339
POZZALLO - 03/05/2012
Attualità - Intervista esclusiva al cuoco pozzallese ostaggio per 4 mesi dei pirati somali sulla petroliera

Carmelo Sortino: "Il sequestro sulla "Ievoli" devastante"

Sortino, 24 ore dopo l’arrivo a Pozzallo, è un uomo che porta i segni di quattro mesi di prigionia
Foto CorrierediRagusa.it

Finisce l´incubo, dopo quattro mesi in mano ai rapitori. La petroliera Enrico Ievoli è tornata in libertà. Con essa, anche il cuoco pozzallese Carmelo Sortino (foto) che era finito in mano ai sequestratori somali. Tutti stanno in buone condizioni, compatibilmente con quattro mesi di sequestro.

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Sortino, ventiquattro ore dopo l´arrivo in città, è un uomo che porta i segni di quattro mesi di prigionia. Stanco e debilitato, Sortino ha solo voglia di mettersi alle spalle tutta questa triste vicenda, di guardare al futuro e di tornare, fra qualche mese, a bordo di qualche altro mercantile. Il suo lavoro è quello di marittimo. Adesso, però, Sortino vuole godersi gli affetti più cari, ovvero la moglie Mariateresa e le due figlie, Grazia e Chiara. Oltre ai tanti amici che, in queste ore, si sono fatti sentire al fine di esternare una gioia che la comunità di Pozzallo attendeva da diversi mesi.
Dopo tanti giorni di prigionia, Lei è tornato libero...

< Mi ha salvato la fede. Sono cattolico e ho pregato con tutto il cuore che questa vicenda si concludesse nel più breve tempo possibile. Il mio primo pensiero, tutti i giorni, appena mi svegliavo, era per i miei familiari. Pregavo di poter tornare sano e salvo. Ci sono riuscito, ma è stato un periodo difficile, che voglio dimenticare al più presto. Se ho avuto modo di contattare i miei familiari, durante il periodo di prigionia? Rarissimamente. Poche notizie, per pochi minuti. Il tempo di rassicurarli che tutto andava per il verso giusto. Poi l´attesa per il rilascio, giunta quando meno me l´aspettavo >.

Come sono trascorsi i giorni sulla «Ievoli»?

< Non ci hanno maltrattato ma i pirati somali giravano armati, a bordo della «Ievoli». Disponibilità al dialogo, quella sì, ma c´era sempre la paura di dover incontrare persone armate. La paura è stata tanta. Fortuna sia finita nel migliore dei modi, per me e per gli altri marittimi. Adesso è tempo di cambiare pagina>.

Qual è lo stato d´animo attuale?

< Psicologicamente mi sento confuso. Lo spavento è stato maggiore per i primi giorni, poi, una volta cercato anche il dialogo, c´è stata maggiore consapevolezza di quanto stava accadendo. Si aspettava solo il giorno della liberazione. Quattro mesi di enorme paura. Ora, grazie a Dio, è tutto finito >.

Quando è giunto in Sicilia?

< Domenica mattina. Ad attendermi all´aeroporto, i miei cari, mia moglie e le figlie. Un pianto liberatorio ha messo la parola «fine» a quattro mesi di prigionia. Ho voglia di tornare a vivere. É stata un´esperienza devastante. Solo chi ha trascorso una simile esperienza, può capirmi >.

Tornerà presto a solcare il mare in qualità di cuoco, a bordo di qualche mercantile?

< Sì, il mare è la mia vita e il mio lavoro. Trascorrerò il periodo estivo a Pozzallo, poi, mi metterò a disposizione per tornare a navigare. Non ho mai detto che smetterò di navigare. Però, credo che adesso sia giusto staccare la spina per un po´ di tempo >.

Lei un cuoco. Oggi chi ha cucinato, a pranzo?

< Ha cucinato mia moglie. E sono stato ben felice di assaggiare quello che Mariateresa ha cucinato. Non c´è cosa più bella che essere qui a Pozzallo e godere dell´affetto dei propri cari >.