Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:36 - Lettori online 1297
POZZALLO - 26/03/2012
Attualità - Riceviamo e pubblichiamo

Quando la libertà di stampa rischia la strumentalizzazione

Una nota del collega Michele Giardina

Le redazioni giornalistiche ricevono decine di comunicati stampa. Ogni giorno. Tutti i giorni. Senza obbligo alcuno di pubblicarli. Ma, un volta selezionati, non hanno alcun diritto di modificarli. Anche solo parzialmente. Per una questione di deontologia professionale. Ampia libertà di opinione, giudizio e commento riservano i giornali online ai lettori. Che possono esprimersi liberamente ed anche anonimamente. Anche se, a nostro parere, l’anonimato, dal punto di vista della libertà di pensiero, stride parecchio con il principio di onestà intellettuale.

Ad ogni modo, il problema è un altro. E riguarda, per l’appunto, il «diritto» del redattore di una testata giornalistica di commentare un comunicato stampa «ufficiale», entrando nel merito. Su questo non siamo per niente d’accordo. Leggiamo ogni giorno decine di comunicati. Pubblicati integralmente. Il redattore può certamente estrapolare l’argomento sollevato, farlo suo ed esprimere tutto quello che pensa. Con articolo a suo nome da scrivere a parte.

Lo stesso giorno, l’indomani, quando gli aggrada. Ma non ha alcun diritto di interferire sul contenuto di un documento «ufficiale», diramato con tanto di firma. Se è impensabile, tanto per fare un esempio, modificare o correggere anche parzialmente una nota della Procura della Repubblica, della Guardia di Finanza, dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Capitaneria di porto, perché mai, invece, si dovrebbe poter mettere mano nel contenuto di un comunicato politico?

Simpatie o antipatie nei riguardi di un personaggio piuttosto che di un altro vano messe da parte. Diversamente si viola il principio più volte impropriamente invocato della libertà di stampa. Che non è libertà di agire in modo scorretto. La libertà si conquista sul campo. Avendo rispetto per quella degli altri.

Michele Giardina, giornalista de La Sicilia