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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 1009
POZZALLO - 03/03/2012
Attualità - Per il mancato rispetto di un protocollo d’intesa

Contenzioso Cgil - Comune di Pozzallo in tribunale

Compariranno davanti ad un giudice del tribunale di Modica il prossimo 20 giugno 2012 i legali dell’Ente comunale e quelli della sigla sindacale

Il Comune di Pozzallo non rispetta un protocollo d´intesa e la Cgil chiede i danni. Compariranno davanti ad un giudice del tribunale di Modica il prossimo 20 giugno 2012 i legali dell´Ente comunale e quelli della sigla sindacale. Oggetto del contendere, l´accantonamento dell´intero protocollo d´intesa firmato dalle due parti per la liquidazione in favore del personale dei piani di lavoro relativi agli anni 2008 e 2009, la definizione della procedura per l’attribuzione della progressione economica orizzontale ai dipendenti, la presentazione in consiglio comunale della proposta di impegno economico finanziario per l’integrazione oraria dei contratti di lavoro del personale part-time e l’impegno a promuovere incontri periodici fra le parti.

Tutto disatteso da parte dei dirigenti e degli organi amministrativi del Comune di Pozzallo. Pertanto la Cgil, con il segretario provinciale Gianfranco Marino, ha chiesto 25 mila euro di danni per non aver rispettato i patti firmati un anno addietro (28 febbraio 2011). L’atto di citazione fa seguito all’atto stragiudiziale, notificato lo scorso 11 maggio, con cui fu intimato al Comune di Pozzallo di ottemperare agli obblighi formalmente assunti, cui non fece seguito né il rispetto degli stessi, né la ricerca di nuove intese, ma solo un controdichiaratorio avuto lo scorso 17 giugno con cui l’ente predicava l’inattuabilità degli impegni assunti per la ragione che i dirigenti paventavano l’assunzione di responsabilità.

«Riteniamo – scrive Marino in una nota – che tali comportamenti del Comune costituiscano, altresì, violazione delle regole giuridiche che tutelano la libertà dell’azione sindacale». Marino ha riferito che devolverà i 25mila euro, oltre a possibili altri futuri introiti provenienti dalla citazione, a favore del fondo per la disoccupazione istituito all’Inps.