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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 905
POZZALLO - 23/02/2012
Attualità - Giunge a conclusione positivamente la prima causa intentata dal marittimo

Risarcimento "americano" per un marinaio di Pozzallo

L’uomo ha lavorato su imbarcazioni costruite ed arredate negli Stati Uniti ed ha contratto una malattia asbesto correlata

Un risarcimento «americano» a favore di L.S., marittimo pozzallese, il quale ha lavorato su imbarcazioni costruite ed arredate negli Stati Uniti ed ha contratto una malattia asbesto correlata. Giunge a conclusione positivamente la prima causa intentata da un marittimo pozzallese, la seconda in Sicilia, operaio di macchina a bordo delle navi di compagnie marittime americane, il quale per anni ha lavorato manipolando direttamente amianto e respirandone le polveri. Il conto da pagare per questo lavoratore è salato e la diagnosi di mesotelioma pleurico, il tumore di certezza provocato dall’amianto, non lascia dubbi.

La notizia arriva dalla consigliere comunale Ninella Azzarelli, collaboratrice dell’avvocato Paolo Petruzzelli del foro di Bari. "La storia di L.S. è identica a tante altre vicende - dice la Azzarelli - che purtroppo l’amianto ha determinato nelle vite delle famiglie. Una vita spesa come operaio di macchina a bordo delle navi di compagnie marittime americane, in luoghi stretti dove l’aria e le fibre di amianto stazionavano, lavorando senza protezioni e nella più totale ignoranza di quello che accadeva giorno dopo giorno".

E´ di 60mila dollari circa l´ammontare che l´operaio pozzallese introiterà dalla compagnia di navigazione dove l´uomo ha lavorato per diversi anni. Dal 2008 ad oggi sono un centinaio i cittadini italiani con patologie asbesto correlate che, assistiti dall’ avvocato Mitchell Cohen di Philadelphia e da uno studio legale italiano, hanno avanzato richiesta di risarcimento per aver lavorato a bordo di navi statunitensi imbottite di amianto. Le azioni risarcitorie che coinvolgono gran parte dei paesi europei consentono a seconda della gravità del danno subito di ottenere significativi riconoscimenti in dollari che, al di là dell’entità della somma, rappresentano sicuramente una attestazione della correlazione tra la malattia e l’esposizione all’amianto.

Possono avviare la procedura cittadini italiani, militari o civili, o loro eredi, che sono stati imbarcati o hanno lavorato su navi militari americane vendute alla Marina Militare Italiana o su navi, sempre di produzione statunitense, ad uso civile e commerciale, e che hanno contratto negli ultimi tre/cinque anni mesotelioma o altri tumori asbesto correlati quali tumore al polmone, tumore gastro-intestinale, tumore all’intestino o al colon, tumore del retto, tumore alla gola o alla laringe o casi mortali di asbestosi.