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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 1213
POZZALLO - 13/02/2012
Attualità - La vicenda della nave al largo del sultanato di Oman

Gli ostaggi della "Ievoli" stanno bene, pure il pozzallese

Carmelo Sortino, di 48 anni, era stato assunto in qualità di cuoco

"Gli ostaggi stanno tutti bene e sono tutti a bordo della nave Ievoli". Parla uno dei pirati che tengono in ostaggio i sei italiani (insieme ad altri 12 marittimi, di varia nazionalità) che, dal 27 dicembre, stazionano a largo del sultanato di Oman, in prossimità delle coste di Dhinooda nella provincia di Mudug. Lo riferisce una testata locale, la quale fornisce anche altre notizie sulle persone che vivono a bordo del cargo battente bandiera italiana. Pare che due ostaggi siano stati medicati una volta giunti sulla terraferma. Per poi fare ritorno sulla nave due giorni dopo lo sbarco a terra.

Il tutto è successo fra lunedì 6 e mercoledì 8 febbraio. Inoltre, pare che i due ostaggi siano pure passati al vaglio dei giornalisti locali, in modo che gli stessi potessero verificarne lo stato ottimale di salute e darne notizia sulle testate locali.

Nessun altra notizia è stata diffusa, né si conoscono i nominativi delle persone che sono state medicate, né di quale patologia soffrissero. Le uniche note incoraggianti trapelano dalle parole dei pirati, i quali hanno assicurato che l´intero equipaggio è in ottima salute.

Sulla "Ievoli" è ostaggio il pozzallese Carmelo Sortino (foto), 48enne. Sortino è stato assunto dalla compagnia «Marnavi», titolare della petroliera, in qualità di cuoco. Ad un mese e mezzo dal sequestro, la vicenda della nave italiana appare più complessa rispetto a casi simili avvenuti negli ultimi anni. La «Enrico Ievoli» è un mercantile dell´armatore Marnavi di Napoli, una compagnia di navigazione specializzata in trasporti chimici e alimentari, con sede legale a Napoli. A bordo della nave sequestrata ci sono 18 persone: sei italiani, cinque ucraini e sette indiani. Il tanker, lungo 138 metri, trasporta circa 15.750 tonnellate di soda caustica. Partita da Fujairah negli Emirati Arabi, la «Ievoli» era diretta verso il Mediterraneo.

La Farnesina, attraverso l’Unità di crisi, è «in stretto contatto con i familiari» dei marinai. Per il resto, pochi contatti da parte dell´equipaggio, e bocce cucite su eventuali trattative o richieste di riscatto. L´ultimo contatto è avvenuto il 30 dicembre scorso, quando il comandante Agostino Musumeci ha potuto dire a telefono all´amministratore della Marnavi: "Siamo ancorati al largo delle coste somale e l´equipaggio sta bene. I pirati sono a bordo". Poi è ripreso il silenzio radio.

Al momento dell´abbordaggio si trovava a poche miglia dal punto d´incontro con un convoglio scortato dalla flotta internazionale, uno dei tanti organizzati dalle diverse forze navali per proteggere i mercantili in transito nel Golfo di Aden. Per tale motivo, a bordo non era presente un team di militari: la Enrico Ievoli era già inserita in un convoglio scortato da navi militari.