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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 962
POZZALLO - 31/01/2012
Attualità - I 7 addetti vivono con estremo disagio il proprio lavoro

Quando anche la "Security" si sente poco sicura al porto

Ieri, quasi tre ore di lavoro, tutte sotto la pioggia, senza un riparo, col rischio di ammalarsi
Foto CorrierediRagusa.it

Durante il periodo estivo, era il caldo opprimente, durante il periodo invernale, la pioggia. I sette addetti della «Security» del porto di Pozzallo vivono con estremo disagio il proprio lavoro. In estate, Biagio Fidone, fra i sette che lavorano al porto, ebbe un malore a causa dello stazionamento per 5 ore sotto il sole al fine di far defluire i passeggeri fuori dal perimetro portuale.

Ieri, quasi tre ore di lavoro, tutte sotto la pioggia, senza un riparo, col rischio di ammalarsi. Era assente solo un addetto, ieri, a causa del perdurare della broncopolmonite che lo ha colpito durante l´espletamento del servizio, qualche giorno addietro. Per gli altri, la situazione non è cambiata. C´è chi ha lavorato con qualche linea di febbre, chi con il raffreddore.

"Abbiamo giubbotti – dicono alcuni addetti – che fanno letteralmente ridere. Sotto la pioggia, le giacche a vento a nostra disposizione sono di un leggero che tornare a casa senza qualche linea di raffreddore, ci sembra quasi un miracolo. Abbiamo fatto richiesta alla Provincia regionale di Ragusa, e in particolar modo, al funzionario Paolo Pollicita della Protezione Civile ma, al di là di qualche risposta di comodo, siamo rimasti ancora al freddo e al gelo".

Gli addetti avevano fatto richiesta di una struttura amovibile, soltanto poggiata sul suolo, all´interno del porto, che servisse da riparo nei giorni di pioggia e nei giorni estivi di afa. La Capitaneria di porto aveva pure dato il benestare. Dalla Provincia regionale di Ragusa, invece, solo qualche promessa, ma, in definitiva, poca sostanza.

"Chiediamo – dicono ancora gli stessi addetti alla Security – che ci venga dato quanto ci spetta. Non possiamo rischiare di trascorrere le giornate a casa, ammalandoci, senza che nessuno ci venga in aiuto. Vogliamo abiti consoni alla stagione e la struttura amovibile. Vogliamo altresì che la Provincia di Ragusa, nella persona del presidente Franco Antoci, intervenga per sistemare questa situazione. Voglio ricordare l´importanza del nostro lavoro. Noi perquisiamo le persone che salgono sul catamarano per Malta. Noi assicuriamo che tutto proceda liscio, senza incidenti all´interno del perimetro portuale. Forse qualcuno non è cosciente del lavoro che effettuiamo per la salvaguardia di tutte le persone che transitano dal porto".