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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 574
POZZALLO - 10/01/2012
Attualità - Evitato a stento un duro scontro fisico tra i responsabili ed alcuni spacciatori

Caffè letterario "Giuffrida" sotto tiro e si ribella

E’ un luogo dove molti giovani si radunano per condividere momenti legati alla lettura e al dialogo
Foto CorrierediRagusa.it

Assenza delle forze dell’ordine, latitanza delle istituzioni, spacciatori di droga in pieno centro, accuse infondate sul caffè letterario «Rino Giuffrida», il quale molti additano quale «covo» di giovani tossicodipendenti. Nei mesi scorsi, lo scontro e la promessa di darsele di santa ragione. Uno scontro fisico evitato per poco, fra i responsabili del caffè ed alcuni spacciatori. Giovedì sera, altri scontri. Nessun ferito, fortunatamente, ma la rabbia è tanta. Il timore è che, presto, si possa davvero arrivare alle mani. Da un lato chi vuole offrire un’opportunità di crescita per i giovani, dall’altro gli spacciatori, operatori di morte.

C’è di tutto nella denuncia che il titolare del circolo «Giuffrida», Enzo Inì, ha voluto manifestare attraverso la sua pagina facebook. Il circolo, nato dalla volontà dello stesso Inì e dall’ex docente Mario De Benedetiis, è un luogo dove molti giovani si radunano per condividere momenti legati alla lettura e al dialogo. C’è anche un «laboratorio di teatro dell’oppresso, giocoleria, musicale, dei laboratori dove i partecipanti sono condotti e guidati a sperimentare attivamente la propria fisicità giocando e lavorando con il movimento, la stasi e il ritmo. Diverse le iniziative, all’interno del circolo, tutte a costo zero per i giovani.

"Grazie al nostro coraggio – scrive Inì - e alla nostra forza ci siamo liberati degli spacciatori che facevano postazione in piazza Cesare Battisti, nei pressi del nostro centro , gettandoci in cattiva luce. Ancora oggi questa luce fa ombra su di noi. Basta! Sono stanco di vedere ragazzini arrabbiati perche i genitori non vogliono che mettano piede dentro il circolo; sono stanco di sentirmi dire cose negative sul nostro conto. Mi sfiancano, ma non mi piegano. Sono stanco di sentire i politici amministratori del nostro povero paese che ci considerano zero e, al contempo, feccia del paese. E’ un errore aiutare dei ragazzini cercando d’indirizzarli verso giusta strada? Se solo venissero a trovarci – continua Inì - per vedere il lavoro che facciamo si renderebbero conto che la situazione non è come la credono loro.

Ditemi cosa si deve fare, datemi dei suggerimenti. Sono stufo di scoprire che dei ragazzi siano costretti a venire di nascosto o addirittura a non venire. Queste righe sono uno sfogo, sono il risultato della tensione che in questi giorni e’ stata accumulata, e non ne posso più".
In una città dove i circoli ricreativi per i giovani latitano, la rabbia di Inì suona quasi come un’arresa di fronte al menefreghismo manifestato dalla collettività. "Un’accusa – dice Inì - è rivolta anche all’assessore comunale ai Servizi Sociali, Guglielmo Puzzo, interpellato più volte per risolvere il problema ma «sordo» alle nostre richieste. Il fatto di essere alla fine del proprio mandato da assessore non lo giustifica. Bisogna che il Comune di Pozzallo, oltre a diramare comunicati, si dia una «svegliata» già da adesso al fine di prevenire altri atti delinquenziali.

Arresa smussata dalle parole di alcuni ragazzi che frequentano il circolo. Samuele Boscarino, fra i ragazzi che frequentano il «Caffè», difendono l’operato dei titolari del circolo. "Un luogo per tossicodipendenti? Peccato – dice Boscarino - che non è proprio così dato che, anche se ci sono dei ragazzini vogliosi di imparare e vivere un esperienza diversa da quella virtuale in cui oggi quasi tutti vivono, gli viene impedito dai propri genitori che, premurosi, vogliono evitare che propri figli frequentino un locale pieno di «drogati psicopatici e depravati», almeno così recitano le malelingue. Invito tutti coloro che si sono fatti un’idea sbagliata – conclude Boscarino - di tastare con le proprie mani la realtà che viviamo tutti i giorni, qui dentro".

(Nella foto: il gruppo dei giovani del "Giuffrida" con Enzo Inì al centro)