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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:41 - Lettori online 763
POZZALLO - 06/01/2012
Attualità - Intervista al giovane ingegnere di origine iblee che lavora in Francia

Francesco Macca, «cervello» locale in fuga a Parigi

Ha soli 24 anni, laurea in ingegneria elettronica col massimo dei voti, a Parigi lavora a tempo «indeterminato» per una multinazionale statunitense
Foto CorrierediRagusa.it

La «fuga di cervelli» all’estero, una problematica di scottante attualità. L’esportazione delle nostre intelligenze è una triste realtà che, purtroppo, riguarda da vicino anche il nostro territorio. In questo periodo natalizio abbiamo avuto la possibilità di intervistare uno dei ragazzi più brillanti dell´intera provincia di Ragusa, l´ingegnere Francesco Macca (foto), un giovane affermato tutt´altro che presuntuoso e superbo. Il ragazzo di origini pozzallesi, dotato di un curriculum vitae di tutto rispetto, si è dimostrato persona garbata e disponibile. Dopo aver conseguito con il massimo dei voti la laurea in ingegneria elettronica presso il rinomato Politecnico di Torino, adesso, a soli 24 anni, l´ingegner Macca lavora stabilmente a Parigi presso una delle più importanti multinazionali americane.

Francesco ci puoi dire di cosa ti occupi?
«Sono ingegnere elettronico del reparto produzione. L´azienda presso la quale lavoro è divisa in diverse branche: ricerca, ingegneria, produzione e supporto».

Di cosa si occupa?
«L´azienda è una multinazionale americana di nome Schlumberger. Nel settore della fornitura dei servizi petroliferi è la società leader nel mondo. Adesso la Schlumberger vanta numerose sedi secondarie anche in Europa, tra cui, ovviamente Parigi. Nel mondo attualmente ci sono oltre 80 sedi periferiche».

Questa importante multinazionale fornisce servizi petroliferi?
«Questi servizi non si traducono solamente in un´attività di consulenza. La Schlumberger realizza strumenti tra i più disparati, ma, comunque, connessi al settore petrolifero come, a titolo meramente esemplificativo, quelli utilizzati nell´attività di trivellazione. In questo periodo le mie mansioni sono legate a doppio filo alla realizzazione di uno strumento utile per percepire la temperatura e la pressione dei pozzi. Non mancano, poi, le attività di carattere analitico come lo studio dei pozzi petroliferi, della conformazione del territorio e delle modalità di estrazione».

Come è considerata la figura dell’ingegnere all´estero?
«Indubbiamente, ho notato che in Francia la figura dell´ingegnere è molto rispettata. E con questo non alludo solamente all´aspetto retributivo, che ovviamente riveste un´importanza tutt´altro che marginale.
Dopo un breve periodo di prova, il rapporto contrattuale diventa, a tutti gli effetti, a tempo indeterminato e questo è qualcosa di molto gratificante».

In Francia l´accesso alla professione è disciplinato come in Italia?
«Assolutamente no. In Francia il sistema scolastico è particolarmente selettivo. Per conseguire il titolo di ingegnere non si va all´Università. Alla fine delle scuole superiori si affrontano un paio di anni di studi preparatori, conclusi i quali è necessario affrontare un concorso. In base al punteggio ottenuto ci si può inscrivere presso le «Grandes Ecoles». In Francia si tiene una speciale classifica di queste Grandi Scuole. A quelle più prestigiose si può accedere solamente dopo aver ottenuto un alto punteggio al concorso. Il sogno di ogni aspirante ingegnere è di entrare presso la prestigiosa «Ecole Polytechnique». Alla fine dei tre anni della Grande Scuola, finalmente, si consegue un diploma che conferisce l´agognato titolo di ingegnere e, inoltre, un concreto e soddisfacente sbocco occupazionale».


07/01/2012 | 13.30.37
Antg

L´Italia è ormai una gerontocrazia talmente irrecuprabile da sembrare un reparto di geriatria. Decadenza inarrestabile. Si premia la mediocrità ogni giorno.