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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1151
POZZALLO - 21/12/2011
Attualità - Nell’impianto di Pozzalloo manca il certificato di conformità, società in difficoltà

Campo sportivo inagibile, il Questore chiude le porte

L’amministrazione tenterà di ottenere almeno l’agibilità parziale della struttura
Foto CorrierediRagusa.it

Sigilli al campo sportivo comunale (nella foto). Sono quelli che il Questore di Ragusa, Filippo Barboso, coadiuvato dalla squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Modica, ha posto ai cancelli dello stadio in quanto la struttura sportiva è inagibile.

Manca il certificato di conformità, a sentire l’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Uccio Vindigni. "In questi giorni – ha detto l’assessore - il sindaco Sulsenti mi ha assicurato che parlerà sia col questore sia coi vigili del fuoco del distaccamento di Modica per assicurare almeno l’agibilità parziale della struttura. So benissimo che la chiusura totale dell’impianto significa l’allontanamento delle squadre di calcio che, quotidianamente, si allenano all’interno dello stadio. Ma assicuro tempi celeri per la soluzione del problema".

Sull’argomento stadio, lo stesso assessore ha voluto precisare che il progetto di riqualificazione dell’impianto è in itinere, in attesa che il Coni finanzi l’intero progetto dove sono previsti spalti e spogliatoi nuovi, oltre al manto in erba sintetica.

Al danno, poi, la beffa. Il palazzetto attiguo dove, in passato, sono stati ospitati anche gli immigrati per il sovraffollamento del centro di prima accoglienza, al porto, è agibile. Ma manca la corrente elettrica perché gli impianti sono stati presi di mira, in passato, dai vandali.

Non è tutto rose e fiori, comunque, per l’amministrazione comunale. "Le società di calcio pozzallesi, sia calcio a 5 che a 11 – dice l´allenatore della squadra di calcio a 5, Natale Arezzi - sono impossibilitate dall’inizio della stagione a giocare tra le mura amiche. Pozzallo è l’unico comune della provincia di Ragusa a non avere uno «straccio» di palazzetto dello sport, nè uno stadio a norma, al fine di disputare le gare ufficiali dei vari campionati ai quali sono iscritte le compagini cittadine".

Nell’attesa di riposte concrete da parte degli organi competenti, le società sono costrette a disputare gli incontri casalinghi in altre città della provincia, spesso corrispondendo un lauto compenso per l’affitto degli impianti stessi.

Non dimenticando che quest’ultime, nel corso dell’anno passato, ed eventualmente anche per il futuro, sono state e saranno costrette a pagare di tasca propria il consumo di energia elettrica.

"Siamo animati da buona volontà – conclude Arezzi – nel voler diffondere la cultura dello sport, allontanando i giovani dalle devianze che tutti noi conosciamo. Non riceviamo, però, risposte concrete per realizzare i nostri progetti. Non è accettabile da parte di chi governa questa città lasciare al caso o, meglio, alla prossima amministrazione, le «incombenze» per la riqualificazione del palazzetto. Siamo disposti al dialogo, ma desideriamo che qualcosa cominci a «smuoversi» seriamente".