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POZZALLO - 25/09/2011
Attualità - E’ prevista nell’area portuale di Pozzallo

Un’antenna per monitorare le correnti marine superficiali

Hf-Radar nell’ambito del progetto «Calypso»

Un’antenna per monitorare le correnti marine superficiali nel Canale di Sicilia con lo scopo di fornire dati continui utili ad ottimizzare gli interventi in caso di eventi di sversamenti di idrocarburi accidentali e deliberati. E’ prevista nell’area portuale di Pozzallo l’installazione dell’antenna Hf-Radar nell’ambito del progetto «Calypso», finanziato dall’Unione europea ed inerente al «Progetto ordinario Italia-Malta, la politica di coesione 2007-2013». Tutti i dettagli sono stati illustrati nel corso di una riunione in Capitaneria dove erano presenti il tenente Marco Tognazzoni, assieme a Francesco Tiralongo del Nucleo Manovra della Guardia di Finanza di Pozzallo, Antonino Granata dell’Arpa Sicilia, Maria Antoci e Silvia Tormene della stazione di Ragusa dell’Arpa Sicilia, Giuseppe Ciravolo dell’Università di Palermo e Carlo Grasso del Cutgana dell’Università di Catania.

Una stazione per il monitoraggio delle correnti marine superficiali è composta da un radiotrasmettitore in banda Hf che irradia un segnale radio verso la zona di mare interessata e da un radioricevitore che riceve il segnale riflesso dalla superficie marina; dal segnale ricevuto è possibile estrarre, mediante elaborazione numerica, informazioni circa la corrente marina interessante la zona di mare coperta. Tre le postazioni interessate, una a Pozzallo e due sull’isola di Malta (di cui una a Gozo).

Tutta la strumentazione elettronica è alloggiata in un mini-container, posizionato in prossimità delle antenne, l’utilizzo di un container metallico garantisce un eccellente schermatura per le eventuali emissioni elettromagnetiche generate dagli apparati. Inoltre, l’assenza di strutture fisse garantisce il prefetto ripristino dell’area a campagna terminata. Ergo, nessun pericolo per l’uomo né vi saranno problemi per apparecchiature radio e televisive.

Il sistema sarà gestito dalla sezione di Ragusa dell’Arpa, mentre i dati saranno elaborati dalle università di Palermo, Catania e Malta e poi forniti, nell’ambito dei protocolli d’intesa che saranno sottoscritti successivamente, anche alla Guardia di Finanza e alla Guardia costiera.

"Il progetto Calypso – è scritto in una nota - rappresenterà anche uno strumento utile per la costruzione di nuove capacità di controllo sui mari e sulle sue risorse costiere e l’acquisizione in continuo di dati spazialmente distribuiti e di interesse multi-disciplinare che, insieme con quelli a lungo termine sugli oceani e sulle aree costiere, porterà ad un netto miglioramento della conoscenza del canale Sicilia-Malta".