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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:41 - Lettori online 1382
POZZALLO - 14/09/2011
Attualità - E’ prevista in tempi celeri l’apertura di una sede

Presto a Pozzallo aprirà i battenti la Croce Rossa

Pozzallo, città di frontiera e di sbarchi di migranti clandestini, ha la necessità di reperire volontari qualificati, specie nel campo sanitario

E’ prevista in tempi celeri l’apertura di una sede della Croce Rossa in città. Pozzallo, città di frontiera e di sbarchi di migranti clandestini, ha la necessità di reperire volontari qualificati, specie nel campo sanitario, capaci di affrontare le emergenze che si determinano in simili casi. Il comitato provinciale della Croce Rossa, capeggiato dal commissario Mirella Gridà, accompagnata dal commissario del gruppo «Volontari di Soccorso», Tiziana Scuto, ha incontrato il sindaco del comune rivierasco Peppe Sulsenti e l’assessore comunale ai Servizi Sociali, Guglielmo Puzzo, per fronteggiare i prossimi arrivi di africani sulle nostre coste.

Da questa e altre valutazioni, di carattere umanitario, si è pensato, appunto, di avviare un percorso di collaborazione da realizzarsi, intanto, con l’apertura di una sede di Cri, offerta in comodato d’uso gratuito dal Comune di Pozzallo, che verrà gestita dal gruppo VdS di Ispica in attesa della formazione di volontari del luogo. Nel contempo, partirà un corso di formazione per il reclutamento di volontari di Pozzallo. Gli interessati potranno scaricare la domanda dal sito del Comune di Pozzallo dove verrà inserita in virtù della collaborazione avviata. Il corso, che partirà in autunno, prevede una formazione base di primo e pronto intervento della durata di 12/15 lezioni. Una prova finale consentirà l’accesso alla Cri.

"La futura sede della Croce Rossa – dice Puzzo - avrà una triplice finalità. La prima punta ad ottimizzare i rapporti tra la CRI e i migranti, in particolar modo per il superamento delle barriere culturali dovute alle diverse etnie presenti all’interno del villaggio con le inevitabili barriere linguistiche. La seconda può essere considerata a tutti gli effetti l’inizio di un percorso di integrazione con il sistema organizzativo del lavoro, permettendo ai migranti di acquisire professionalità in ambito lavorativo. Il terzo si pone l’obiettivo di impegnare psicologicamente i migranti in attività che consentono loro di trascorrere le giornate in maniera produttiva, nell’attesa – conclude Puzzo -che l’iter per il riconoscimento dello status di richiedente asilo giunga al termine".