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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:31 - Lettori online 1364
POZZALLO - 21/06/2011
Attualità - Fino all’11 settembre

Al via l´operazione "Mare sicuro 2011" della Capitaneria

Un piccolo esercito di militari in divisa bianca, attivi non solo nelle acque del Mediterraneo ma anche sulla terra ferma
Foto CorrierediRagusa.it

Al via fino all’11 settembre, «Mare Sicuro 2011». Come ogni anno la Capitaneria di porto di Pozzallo, in concomitanza con l’arrivo dell’estate, fissa i paletti sulla questione relativa alla sicurezza in mare. Con «Operazione mare sicuro 2011», iniziativa a carattere nazionale, la Capitaneria vuole garantire, sia ai bagnanti che ai diportisti, il massimo impegno in termini di sicurezza, rispetto delle regole demaniali, della pesca, della balneazioni, del rispetto delle norme ambientali e di tutto quello che concerne la vita in mare.

Basti pensare che la Capitaneria di porto di Pozzallo, operante dalla foce del fiume Dirillo fino all’oasi naturale dei Pantani Longarini, impiegherà 42 uomini al giorno. Un piccolo esercito di militari in divisa bianca, attivi non solo nelle acque del Mediterraneo ma anche sulla terra ferma, i quali, capitanati dal comandante Ennio Garro, svolgono un ruolo determinante e capillare su tutto il territorio di loro competenza.

Cinque le motovedette impiegate nell’operazione, oltre al battello veloce G.C. A07 dislocato presso il porto turistico di Marina di Ragusa.Ecco le regole principali che la Capitaneria, ieri mattina, ha illustrato al fine di preservare i singoli da ogni imprevisto.

Sicurezza della balneazione.
Le zone di mare riservate alla balneazione, dalle ore 08 alle ore 20, sono quelle sino alla distanza di 150 metri dalla battigia, in presenza di spiagge, ovvero 100 metri dalla scogliera, in presenza di coste alte o a picco; le zone vietate alla balneazione sono situate presso le imboccature dei porti e gli ambiti portuali, in prossimità di pontili o passerelle di attracco, all’interno dei corridoi di atterraggio delle unità navali, all’interno degli specchi acquei destinati all’ancoraggio, alle foci dei fiumi, dei canali e dei collettori di scarico, nonché quelle stabilite in ordinanze emanate dalle autorità competenti. Inoltre, il bagnante deve, in relazione al proprio stato fisico e alle capacità natatorie, valutare le condizioni meteorologiche e del mare presenti nella zona, in particolare le correnti, temperatura e profondità delle acque, prestando attenzione alle eventuali indicazioni ricevute dai bagnini.

Sicurezza della navigazione da diporto.
Il conduttore di un’unità da diporto prima di iniziare la navigazione deve accertare tutte le condizioni generali di sicurezza, e tra queste che le condizioni meteo siano assicurate in relazione alle caratteristiche dell’unità navale e per la navigazione che si intende effettuare; i mezzi di salvataggio, le dotazioni e i segnali di soccorso siano idonei ed efficienti; la quantità di carburante, per le unità a motore, sia sufficiente per la navigazione che si intende effettuare; disponibilità immediata per i numeri telefonici di emergenza e di soccorso in mare (il numero gratis 1530, o quello della Capitaneria di porto, 0932/953327).

Attività subacquea.
L’attività subacquea non può essere esercitata ad una distanza superiore a 50 metri dalla verticale dell’unità navale di appoggio o dal segnalamento o della barca appoggio; ad una distanza inferiore a mille metri dalle imboccature dei porti e dalle navi militari; 500 metri dalle unità navali, dagli impianti di maricoltura e dalle reti da posta; negli ambiti portuali, nelle zone di mare interdette alla balneazione, ovvero in quelle interessate dalla presenza di residuati bellici, beni archeologici sommersi o da relitti di navi.

Per quanto riguarda le strutture in prossimità dei territori dello Stato (lidi, chioschi bar, strutture balneari), la Capitaneria svolgerà un vero tour de force lungo tutta la costa, per controllare la situazione in merito alle concessioni demaniali.

"Lo scorso fine settimana – dice il comandante Ennio Garro (foto), accanto ai tenenti Raffaele Giardina e Salvatore Trovato – è stato funestato dalla scomparsa di otto persone in mare. Purtroppo, «Mare Sicuro», a livello nazionale, non parte sotto i migliori auspici. Diventa ancora più importante l’opera di divulgazione di semplicissime regole da rispettare, per la propria incolumità e per quella degli altri".

Dopo l’undici settembre, la Capitaneria traccerà il bilancio definitivo di due mesi e 15 giorni di lavoro, nella speranza che si possa parlare solo di interventi andati tutti a buon fine.


le barche si i sub no
21/06/2011 | 12.53.55
Max

e le pare giusto che le inbarcazioni SFRECCINO a 300 mt dalla riva, e i sub devono rimanere a 500 mt dalla stessa??
Ha mai sentito di un sub che ha ferito(dico ferito) una persona in acqua con il fucile(che ha una gettata massima di 4 metri)
Ha mai sentito di un bagnante o di un sub con relativo sengale, MORTO(feriti tantissimi) travolto da una imbarcazione??
Rifletta....
Cordialmente
Da un sub che più di una volta ha rischiato la vita per incoscenza ed ignoranza di diportisti.


I SUB.......
21/06/2011 | 8.05.53
mario

è encomiabile il lavoro che ogni anno svolge la capitaneria. finalmente nel tempo si nota una maggiore disciplina tra i diportisti. però, da amante del mare e delle barche, devo anche mettere l´accento sui tanti sub fai da te che purtroppo ci sono. molti fanno pesca subacquea oltre i limiti consentiti e ce li ritroviamo a 300 metri dalla riva, dove ci siamo noi con le barche. ma quel che è peggio, spesso non sono muniti di segnalatore galleggiante. ti spuntano dall´acqua all´improvviso a rischio loro e nostro.