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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 1285
POZZALLO - 15/05/2011
Attualità - Vertice venerdì 20 maggio alle 15 nei locali dell’Asi

Il futuro della Socotherm a Pozzallo si discute a Ragusa

I numeri parlano ancora di un negativo da far paura per i debiti contratti dal gruppo vicentino

Venerdì 20 maggio, ore 15. A Ragusa, nei locali dell’Asi, sarà presente una delegazione della Socotherm di Adria, capeggiata, molto probabilmente, dal general manager di spicco della società veneta, Jonathan Gibson. La delegazione della Socotherm incontrerà le parti sociali per ridefinire i nuovi assetti dello stabilimento che insiste nella zona industriale Modica-Pozzallo. Alla riunione, sarà presente anche il presidente dell’Asi iblea, Rosario Alescio, e una deputazione politica iblea, con in testa il sindaco di Pozzallo, Peppe Sulsenti. Non solo produzione e acquisizione di nuovi mercati (soprattutto del Nord-Africa), ma anche ritorno al lavoro per i dipendenti che, da più di due anni, aspettano di tornare a produrre per la società leader nel rivestimento tubi per trasporto off-shore di petrolio, portata in piazza Affari da Zeno Soave.

I numeri parlano ancora di un negativo da far paura per i debiti contratti dal gruppo vicentino. Nel primo trimestre dell’esercizio 2011, il gruppo Socotherm continua, ad onor del vero, a risentire gli effetti delle problematiche che hanno pressochè paralizzato l’attività della società vicentina durante tutto il corso della procedura di concordato preventivo, conclusasi ufficialmente nel mese di febbraio 2011. Le misure di contenimento dei costi, attivate già durante l’esercizio 2010, hanno consentito di ridurre ulteriormente i costi operativi ed i costi per il personale.

Insomma, un’azione di rilancio che, indirettamente, avrà una ricaduta positiva per lo stabilimento della provincia di Ragusa. Ecco l’idea di riprendere in considerazione lo stabilimento «abbandonato» della zona industriale, alle porte della città di Pozzallo.

Da indiscrezioni, pare che non vi sia, da parte di Socotherm, solo la volontà di riassumere i sei dipendenti a tempo indeterminato a quali fu sottoscritto un contratto il giorno di apertura della fabbrica, ma anche di incrementare i numeri del personale, in vista di possibili commesse che i paesi dell’area sahariana hanno già richiesto alla holding veneta.

Da convincere anche il presidente dell’Asi, Alescio, il quale, nei giorni scorsi, ha inoltrato formale richiesta per avere indietro il lotto dove insiste lo stabilimento. Solo un piano di rilancio serio potrebbe acquietare le ire dei vertici Asi.

Definita, poi, la procedura di concordato preventivo di ristrutturazione, alla quale la società è stata costretta a ricorrere dopo alcuni esercizi finanziari negativi, Socotherm può ora rientrare pienamente nel mercato dell’Oil & Gas, che, nei prossimi anni, prevede una forte crescita dopo lo stop causato dalla crisi finanziaria mondiale, e tornare ad occupare il posto di leader nel settore dei rivestimenti e isolamenti di tubazioni. Nei prossimi mesi l’attività di Socotherm sarà principalmente dedicata al «core business» sui clienti di riferimento e ad una sempre maggiore attenzione alla razionalizzazione nell’utilizzo delle risorse e nel contenimento dei costi.

Su un orizzonte temporale più ampio, la società, superata la fase di concordato e grazie all’effetto positivo del rafforzamento sia patrimoniale sia finanziario, sarà nuovamente in grado di competere nel mercato internazionale, che, dopo la flessione dell’ultimo periodo, si attende in forte sviluppo. Lo stabilimento di Pozzallo, in tutto questo, ha un ruolo determinante.

Subito dopo la riunione, Gibson, Alescio e Sulsenti andranno a fare visita allo stabilimento che insiste presso la zona industriale. Gibson effettuerà la sua seconda visita allo stabilimento dopo quella compiuta lo scorso fine anno, quando, dopo aver fatto visita al primo cittadino di Pozzallo, a palazzo La Pira, chiese di poter vedere l’impianto «abbandonato».

Ad oggi, l’impianto si presenta davvero in pessime condizioni. Erbacce ovunque, sia presso gli uffici sia presso il cantiere dove vengono rivestiti i tubi. Un edificio che, ad oggi, rappresenta una cattedrale nel deserto ma che, con la buona volontà di tutti, presto potrebbe tornare ad essere quel fiore all’occhiello dell’industria iblea che tutti, politici, sindacati ed addetti ai lavori, auspicano.