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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 452
POZZALLO - 07/05/2011
Attualità - Le rassicurazioni del ministro all’ambiente

Prestigiacomo: "Coste iblee tutelate dalle trivelle"

Tira un sospiro di sollievo chi ha sostenuto la battaglia contro le trivelle immerse lungo il Canale di Sicilia

"Non mi risulta che ci siano trivelle al largo di Pozzallo. Abbiamo fatto una legge che tutela le nostre coste, che prevede trivellazioni solo a cinque miglia dalla costa qualora vi siano le condizioni, laddove ci sono aree protette il limite è ancora più rigido. Ritengo quindi – aggiunge - che se non si tratta di vecchie trivellazioni e vecchi impianti, non ci sia un pericolo. Tra l’altro, quella è un area a forte vocazione turistica. E sarebbe davvero un errore pensare di rinnovare permessi rilasciati con un vecchio regime legislativo. Di sicuro, nuovi impianti e nuove trivellazioni in quell’area non saranno autorizzati". Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, a margine del meeting del Ppe a Palermo, rassicura la popolazione iblea che non verranno effettuati trivellazioni al fine di scoprire nuovi giacimenti di idrocarburi.

Tira, dunque, un sospiro di sollievo chi ha sostenuto la battaglia contro le trivelle immerse lungo il Canale di Sicilia. Presso la Capitaneria di porto di Pozzallo, inoltre, sembra non essere giunta alcuna comunicazione riguardo ai sondaggi della Transunion Petroleum a largo di Pozzallo. "C’è da difendere la pesca e il turismo" aveva detto qualche giorno fa il sindaco di Pozzallo, Peppe Sulsenti. Concetto ribadito durante la manifestazione delle «Notti Blu» dagli attivisti del Centro Recupero Fauna Selvatica di Comiso, guidato da Gianni Insacco.

Non a torto. Le ispezioni sismiche, difatti, sono effettuate tramite airgun, con violenti spari ad aria compressa, ripetuti ad intervalli di pochi minuti e su tracciati di centinaia di chilometri. Causano sensibili diminuzioni del pescato e hanno effetti negativi sul sistema di orientamento e di udito dei cetacei che possono spiaggiare, restare feriti e anche morire dopo una lenta agonia.

Soprattutto, le ispezioni sismiche sono solo il preludio dell’invasione petrolifera nei nostri mari. Dopo l’airgun, infatti, vengono i pozzi preliminari, e quelli permanenti che restano in mare per almeno 30 o 40 anni e che varie ditte petrolifere già programmano. Ciascun pozzo porta con sè petroliere, oleodotti, visuali rovinate, infrastruttura industriale, riversamenti a mare accidentali o volontari, possibilità di scoppio e subsidenza, che nulla hanno a che vedere con l’attuale assetto delle coste italiane.

"Situazione che teniamo, comunque, sotto controllo – riferiscono da palazzo La Pira - Ricordiamo al Ministro che basta un solo incidente, uno solo e anche meno grave di quello del golfo del Messico, per rovinare uno dei mari con la più alta biodiversità del mondo, vanificare anni di promozione turistica delle nostre coste, e mettere a rischio pesca, bellezze naturali e la vita di chi trae reddito e lavoro dal mare".

Non ultima, la «assolutamente certa», così com’è stata definita dal primi cittadino di Pozzallo, decima «Bandiera Blu» consecutiva per la qualità delle acque e che annualmente viene assegnata alle località costiere dalla Fee, la fondazione europea per l’educazione ambientale.

La prossima settimana è tempo di consegna dell’ambito vessillo blu e pare che l’amministrazione Sulsenti potrà gioire per la riconferma del riconoscimento. Una delegazione politica locale si recherà a Roma il 10 maggio, per prendere parte all’evento nazionale. La Fee, Foundation for Environmental Education, organizzazione che nel 1987 ha promosso l´iniziativa, ha invitato ufficialmente l’Amministrazione comunale alla manifestazione di presentazione delle Bandiere Blu 2011, in programma nella sede della presidenza del Consiglio dei ministri, uno dei partner del programma.